Incontro storico tra i leader di Gibuti ed Eritrea in Arabia Saudita

Pubblicato il 18 settembre 2018 alle 9:09 in Eritrea Gibuti

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I presidenti di Gibuti ed Eritrea si sono incontrati in Arabia Saudita, lunedì 17 settembre, in un meeting storico che secondo il ministro degli Esteri saudita, Adel Bin Ahmed Al-Jubeir, aprirà un nuovo capitolo di pace e stabilità nella regione del Corno d’Africa.

Il leader del Gibuti, Ismail Omar Guelleh, e l’omologo eritreo, Isaias Afwerki, hanno colloquiato a un giorno di distanza dalla firma del secondo accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea, concluso a Gedda, in presenza del sovrano saudita, Re Salman. I due Paesi del Corno d’Africa avevano firmato una dichiarazione congiunta di pace e amicizia, il 9 luglio, ponendo fine allo stato di guerra, in corso dal maggio 1998.

A loro volta, Gibuti ed Eritrea avevano normalizzato i rapporti dopo dieci anni di interruzione, il 6 settembre, in occasione di un summit ad Asmara. I due Paesi avevano tagliato le proprie relazioni nel 2008, per via di una disputa territoriale riguardante l’isola Dumeira, posizionata al largo delle coste gibutiane ed eritree, a Sud del Mar Rosso, nello stretto di Bab-el-Mandeb. Tale posizione è particolarmente strategica, poiché rappresenta uno snodo importante per il commercio globale. La guerra cominciò dopo che il Gibuti aveva accusato l’Eritrea di aver posizionato le proprie truppe al confine, spargendo paura in tutta la regione. Gli scontri durarono diversi giorni, causando la morte di decine di truppe del Gibuti e l’interruzione di ogni rapporto tra i due Paesi. Allo scoppio della disputa territoriale, l’Etiopia, gigante regionale molto importante in termini di economia e sicurezza, si schierò dalla parte dell’Unione Africana, la quale aveva esortato le parti coinvolte ad allentare le tensioni.

Ad avviso di molti analisti, la risoluzione della disputa tra Eritrea e Gibuti costituisce una forte spinta verso la pacificazione del Corno d’Africa. L’Arabia Saudita, che ha ospitato entrambi i meeting tra i Paesi della regione, ha un forte interesse nella stabilizzazione dell’area. In primo luogo, tale area è posizionata proprio di fronte allo Yemen, dove è in corso una violenta guerra dal 19 marzo 2015 tra i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran, e le forze yemenite fedeli al presidente Rabbo Mansour Hadi. L’Arabia Saudita è intervenuta in Yemen a capo di una coalizione che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. In secondo luogo, Riyad ha interesse a mantenere buoni rapporti con i Paesi del Corno d’Africa per avere accesso allo stretto di Bab al-Mandeb, di fronte al Gibuti e all’Eritrea, che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Tale posizione è particolarmente strategica perché costituisce uno snodo commerciale internazionale molto importante.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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