Serraj annuncia creazione di una nuova forza congiunta a Tripoli

Pubblicato il 17 settembre 2018 alle 16:24 in Africa Libia

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Il premier del governo di Tripoli, Fayez Serraj, in qualità di capo dell’esercito, ha annunciato la creazione di una forza congiunta per la risoluzione dei conflitti e per ripristinare la sicurezza a Tripoli. Il nuovo corpo, guidato dal brigadiere generale Osama Al-Juwaili, sarà formato da 3 brigate di fanteria e avrà il compito di comunicare con gli attori in conflitto, indirizzandoli a un altro comitato che verrà formato a breve.

“I leader delle brigate che si uniranno devono essere ufficiali militari e dovranno usare armi per ristabilire la sicurezza”, ha spiegato Serraj, aggiungendo che la forza congiunta dovrà sottostare alle tattiche di Al-Juwaili, venendo posizionata soltanto presso alcune aree. Inoltre, è previsto che Al-Juwaili possa comunicare con la missione dell’Onu in Libia (UNISMIL), per richiedere aiuto nel coordinamento delle attività.

Infine, il premier di Tripoli ha ordinato di istituire un comitato per rivalutare le condizioni e le accuse mosse contro i prigionieri detenuti nel carcere nei pressi dell’aeroporto di Mitiga, gestito dalle Special Deterrence Force, un’unità di polizia militare di Tripoli. “Coloro che sono stati incarcerati per un tempo maggiore di quello stabilito dalla legge dovranno essere rilasciati”, ha precisato Serraj, chiedendo esplicitamente che il controllo dell’aeroporto di Mitiga venga lasciato agli apparati del Ministero dell’Interno, con il conseguente ritiro dei gruppi armati.

L’aeroporto di Mitiga era stato chiuso a fine agosto per via degli scontri tra le milizie armate, scoppiati a Tripoli, che hanno causato la morte 63 persone e il ferimento di 159. In seguito al raggiungimento del cessate il fuoco, guidato dall’Onu, il 4 settembre, le parti hanno concordato di sospendere le ostilità e, di conseguenza, lo scalo di Mitiga è stato riaperto.

Il 14 settembre, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha esteso il mandato della missione in Libia di un anno, senza approvare, tuttavia, le elezioni del 10 dicembre concordate alla Conferenza di Parigi al fine maggio. Ad avviso delle Nazioni Unite, la situazione di sicurezza del Paese nordafricano non è sufficientemente stabile da poter organizzare nuove votazioni. Il Consiglio ha così adottato una risoluzione, redatta dalla Gran Bretagna, in base alla quale le elezioni dovranno tenersi il prima possibile, quando ci saranno le giuste condizioni di sicurezza. La Francia, al contrario, continua a sostenere che la Libia sia pronta a scegliere la propria guida politica. Serraj, sostiene la posizione dell’Onu, ritenendo che il Paese mediorientale non sia ancora stabile per poter chiamare i cittadini al voto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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