Russia: sospetto avvelenamento, Verzilov trasferito a Berlino

Pubblicato il 17 settembre 2018 alle 19:31 in Russia

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Pëtr Verzilov, oppositore russo e membro del gruppo Pussy Riot è stato trasferito in Germania per ricevere cure mediche dopo essere stato vittima, la scorsa settimana, di un presunto avvelenamento. Venerdì 14 settembre le condizioni di Verzilov sono migliorate e l’attivista è stato trasferito da Mosca a Berlino.

Verzilov era stato ricoverato a Mosca con sintomi da avvelenamento quali graduali perdita della vista, difficoltà respiratorie e blocco motorio dopo aver assistito all’udienza in cui la compagna e membro delle Pussy Riot Veronika Nikulšina era stata condannata a due giorni di carcere per resistenza a pubblico ufficiale.

Verzilov ha la doppia cittadinanza, russa e canadese, e il primo ministro del Canada Justin Trudeau si è detto “preoccupato” per quanto accaduto al dissidente ed ha attivato i servizi consolari canadesi a Mosca per facilitare il ricovero del giovane attivista in Germania. 

Secondo i medici dell’ospedale di Mosca, Verzilov ha subito un’intossicazione da farmaci, circostanza negata dai suoi compagni, che affermano che l’attivista non assume alcun farmaco e che se di intossicazione da farmaci si tratta questi gli sono stati somministrati a sua insaputa. 

Il gruppo Pussy Riot, che sta celebrando in questi giorni il Riot Fest a Chicago, ha esposto uno striscione assicurando “puniremo coloro che hanno avvelenato Pëtr Verzilov”.

Verzilov è cofondatore del collettivo di artisti dissidenti Vojna ed è ex marito di Nadežda Tolokonnikova, condannata nel 2012 per atti osceni motivati da odio religioso dopo essersi denudata nella Cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca assieme all’altra Pussy Riot Maša Alëchina. Il processo e la condanna delle due attiviste divenne un simbolo della repressione dei dissidenti in Russia. Durante la carcerazione Tolokonnikova si rese protagonista di numerosi atti di protesta e scioperi della fame contro le condizioni di detenzione, finché nel 2013 la Duma non votò una legge di amnistia per il ventesimo anniversario della Costituzione della Federazione russa, per cui Tololonnikova, Alëkina e altri 25.000 detenuti furono liberati.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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