Arabia Saudita: intercettato missile Houthi

Pubblicato il 16 settembre 2018 alle 10:25 in Arabia Saudita Yemen

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Le forze dei ribelli yemeniti Houthi, sabato 15 settembre, hanno lanciato un missile oltre il confine sulla città industriale di Jazan, nell’Arabia Saudita meridionale, tuttavia la contraerea saudita ha fatto sapere che il razzo è stato intercettato e distrutto.

“Le forze balistiche hanno lanciato un missile balistico del tipo Badr contro la Città Economica di Jazan,” ha divulgato la televisione al-Masirah, gestita dagli Houthi. L’agenzia di stampa statale di Riad ha diffuso le parole del colonnello Turki al-Maliki, portavoce della coalizione araba a guida saudita che combatte contro gli Houthi in Yemen, il quale ha affermato che il missile si dirigeva contro le aree residenziali ed è stato intercettato sulla regione di Jazan. Al-Maliki ha spiegato che, quando il missile è stato intercettato, non aveva ancora causato né danni né vittime.

I militanti Houthi, i quali, con sostegno dell’Iran, controllano la capitale dello Yemen, Saana, e la maggior parte dell’ovest del Paese, sparano regolarmente missili nella parte meridionale dell’Arabia Saudita e occasionalmente prendono di mira anche obiettivi di tiro più alto, come la capitale Riyadh o la compagnia petrolifera statale di Aramco. Nonostante la maggioranza dei missili sia stata intercettata, almeno 112 civili sono stati uccisi in attacchi simili dal 2015. Il gruppo afferma che le sue offensive missilistiche contro il regno saudita sono la risposta ai raid aerei condotti contro lo Yemen dalla coalizione di Riad, spalleggiata dalle forze occidentali.

L’ultimo episodio analogo risale al 5 settembre, quando le forze di difesa aerea dell’Arabia Saudita avevano intercettato e distrutto un missile balistico sparato dai ribelli yemeniti Houthi verso la città meridionale di Najran. L’attacco, in quell’occasione, aveva ferito 26 persone, tra cui 2 bambini, con delle schegge.

Nei primi di settembre si era profilata una possibilità di mediazione, con l’ausilio dell’Onu, tra le autorità yemenite e i ribelli, ma sabato 8 settembre i tentativi di distensione tra le due parti per la pace yemenita sono definitivamente sfociati in un nulla di fatto, dopo 3 giorni di vana attesa della delegazione del movimento Houthi a Ginevra, località designata per un incontro. La mancata comparizione della delegazione Houthi in Svizzera per quelle che avrebbero dovuto essere le prime trattative per la pace degli ultimi 3 anni ha stroncato le speranze di una svolta imminente nella risoluzione del conflitto yemenita. 

La guerra civile in Yemen, iniziata il 19 marzo 2015, è entrata ormai nel suo terzo anno. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. L’Arabia Saudita ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Sia la coalizione araba sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Circa 10.000 persone sono state uccise nel corso del conflitto in corso nello Yemen, tra cui 2.200 bambini, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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