Ciad: esercito uccide 2 civili al confine libico

Pubblicato il 15 settembre 2018 alle 16:50 in Africa Ciad

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Gli elicotteri dell’esercito nazionale del Ciad hanno ucciso 2 civili nei bombardamenti condotti su un villaggio situato al confine con la Libia, dove le forze governative si sono scontrate con un movimento di ribelli divenuto recentemente molto operativo.

Nella giornata di giovedì 13 settembre, due elicotteri delle forze nazionali hanno attaccato il villaggio di Kouri Bougoudi, limitrofo ad alcune miniere d’oro. A seguito dell’incursione sono stati gravemente feriti due uomini, in seguito deceduti, venerdì 14, a causa delle lesioni riportate. A rendere noto il decesso è stato un membro di una delle due famiglie, che ha chiesto all’agenzia di stampa Reuters di restare anonimo per motivi di sicurezza. Nell’attacco, secondo la fonte, sono inoltre stati feriti altri due civili. La testimonianza è stata confermata anche da una fonte dell’intelligence nazionale. Allo stato attuale, il portavoce dell’esercito si è rifiutato di rilasciare commenti.

Il movimento ribelle, conosciuto sotto il nome di Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR), è stato fondato nel 2016 e, a partire dal mese di agosto 2018, ha combattuto innumerevoli volte contro le forze governative ciadiane in prossimità della frontiera con la Libia. Il gruppo, che afferma di essere composto da numerose migliaia di miliziani, rivendica come obiettivo personale la volontà di rovesciare il governo del presidente, Idriss Deby. Deby, alla testa del Movimento Patriottico di Salvezza, prese il controllo della nazione il 1 dicembre 1990, all’apice di un’ondata di rivolte che, a sua volta, aveva rovesciato il governo dell’allora presidente e dittatore Hissène Habré. Rieletto nel 1996, nel 2001, nel 2006, nel 2011 e nel 2016, Deby è sopravvissuto a vari tentativi di colpo di Stato e ribellioni interne, nonostante accuse di brogli e corruzione, e rimane tuttora alla guida del Paese, che dal 2009 godeva di un periodo di relativa tranquillità. Nel mese di aprile 2018, il Parlamento ciadiano ha approvato una nuova Costituzione, con la quale sono stati accresciuti i poteri del presidente, e gli è stata concessa, qualora venga riconfermato nelle future elezioni, la possibilità prorogata di restare in carica fino al 2033.

Tra le fila del Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR) si contano sia ex ribelli della regione del Darfur, provenienti dal vicino Sudan, sia ex alleati politici del precedente leader del Ciad, Hissene Habre, il quale attualmente sta scontando una condanna all’ergastolo in un carcere senegalese per crimini di guerra e contro l’umanità.

La nascente ribellione nel Paese è indice di una più grande instabilità politica, e il Ciad nel mese di gennaio ha chiuso la frontiera con la Libia nella speranza di impedire ai militanti di entrare. Lo Stato è minacciato anche da gruppi estremisti legati a al-Qaeda e allo Stato Islamico, operativi nella regione del Sahel, semiarida e sprovvista di leggi, e anche dai militanti di Boko Haram, che hanno la loro base operativa in Nigeria.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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