Yemen: la coalizione araba attacca gli Houthi

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 16:02 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione araba che combatte in sostegno del governo yemenita, martedì 11 settembre, ha lanciato una serie di attacchi aerei, prendendo di mira alcune postazioni dei ribelli Houthi, tra cui il campo di al-Maashar e aree nei pressi di Mustabaa e Hiran, nel governatorato di Hajjah, nel nord ovest del Paese. Fonti militari hanno dichiarato che le milizie ribelli hanno subito pesanti perdite in termini materiali e di vite umane, senza però fornire alcun dettaglio al riguardo.

Il campo di al-Maashar è noto per essere una base di addestramento per i membri della fazione Houthi destinati a combattere nei fronti di Hared e Hiran, contro l’esercito nazionale yemenita. In questo contesto, è importante notare che i contingenti del presiedente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, sono in procinto di confrontarsi con le milizie Houthi in direzione di Kataf nel fronte di Sadaa.

Le trattative per la pace yemenita sono definitivamente collassate, sabato 8 settembre, dopo 3 giorni di vana attesa della delegazione del movimento Houthi. La mancata comparizione della delegazione ribelle a Ginevra ha stroncato le speranze di una svolta imminente nella risoluzione del conflitto yemenita. Tuttavia, secondo quanto ha affermato l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ciò non significa necessariamente che il processo di pace sia destinato a rimanere in stallo. Griffiths, che ha moderato le tre giornate di dialogo con la delegazione del governo dello Yemen, ha altresì affermato che, nei prossimi giorni, si incontrerà con i principali leader Houthi a Sanaa, Muscat, in Oman. Durante una conferenza stampa, l’inviato Onu ha inoltre affermato che la delegazione degli Houthi avrebbe voluto essere presente alle trattative di Ginevra, ma “non abbiamo creato delle condizioni sufficientemente corrette per farli venire qui”.

La guerra civile in Yemen, iniziata il 19 marzo 2015, è entrata ormai nel suo terzo anno. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. L’Arabia Saudita ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Sia la coalizione araba sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Circa 10.000 persone sono state uccise nel corso del conflitto in corso nello Yemen, tra cui 2.200 bambini, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”.

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Alice Bellante

di Redazione

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