ISIS rivendica attacco contro compagnia petrolifera a Tripoli

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 8:37 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ISIS ha rivendicato l’attacco suicida di lunedì 10 settembre contro gli uffici  a Tripoli della National Oil Corporation (NOC), la compagnia petrolifera nazionale libica, in cui sono morti 2 dipendenti e sono state ferite almeno 10 persone. Nel comunicato rilasciato dai terroristi, pubblicato da SITE Intelligence Group, si legge che “lo Stato Islamico ha colpito gli interessi economici dei governi a favore dei crociati e dei tiranni”. La compagnia petrolifera viene inoltre considerata un obiettivo legittimo, in quanto fomenta la guerra contro i mujaheddin ed i terroristi promettono di colpire altri pozzi.

I tre attentatori, che hanno fatto irruzione negli uffici armati di fucili automatici, granate ed altri esplosivi, hanno perso la vita nel corso dell’attacco, facendosi esplodere. Le forze di sicurezza sono accorse immediatamente sul luogo per cercare di riprendere il controllo dell’edificio.  Il presidente della NOC, Mustafa Sanallah, ha riferito alla televisione libica che la sede è stata gravemente danneggiata per via delle esplosioni. “Gli uomini armati hanno attaccato i piani inferiori con colpi di arma da fuoco a raffica ed esplosioni. È stato un attacco molto violento”, ha specificato Sanallah. L’inviato di al-Jazeera a Tripoli, Mahmoud Abdelwahed, ha riferito che, in seguito all’attacco, l’intera area era in uno stato di panico. 

L’attacco si è verificato a meno di una settimana dall’istituzione del cessate il fuoco, concordato dai gruppi armati che si stavano scontrando a Tripoli, sotto la guida dell’Onu. Tra il 26 e il 27 agosto, la capitale libica è stata scossa da una serie di scontri tra milizie rivali, che si sono protratti per più di una settimana, causando la morte di 63 persone e il ferimento di altre 159. Il 4 settembre è stato concordato un cessate il fuoco tra le parti coinvolte che, cinque giorni dopo, hanno ribadito il proprio impegno nel voler rispettare l’impegno preso per porre fine alle violenze.

La presenza sul territorio libico di forze militari appartenenti allo Stato Islamico è stata ripetutamente confermata nel corso degli ultimi due anni. Già nel dicembre del 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, aveva dichiarato che, nonostante l’ISIS fosse stato sconfitto a livello territoriale in Siria e in Iraq, sarebbe potuto rinascere in Paesi caratterizzati da “governi deboli”, come la Libia. Inoltre, due mesi prima, l’ufficio del Procuratore Generale libico, Sadiq Al-Sour, aveva riferito che centinaia di militanti dello Stato Islamico si erano riorganizzati in un “esercito del deserto” vicino a Sirte, dopo la liberazione della città, avvenuta il 5 dicembre 2015. La notizia è poi stata confermata, il 3 dicembre del 2017, dal capo dell’Activation Committe of Security Services di Sirte, Zarouk Asuiti, il quale aveva annunciato che l’ISIS si stava riunendo nel sud della città. L’attacco precedente al 10 settembre attribuito allo Stato Islamico è avvenuto il 23 agosto, quando alcuni attentatori hanno colpito un posto di blocco a Zliten, uccidendo 4 agenti e ferendone altri 3.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.