Libia: razzi contro l’aeroporto di Mitiga, nessun danno

Pubblicato il 12 settembre 2018 alle 10:03 in Africa Libia

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Alcuni razzi sono stati lanciati contro l’aeroporto di Mitiga, a Tripoli, la notte tra martedì 11 e mercoledì 12 settembre, senza causare alcun danno. A causa di ciò, un volo della Libyan Airines diretto a Mitiga è stato deviato verso l’aeroporto di Misrata, a 200 km dalla capitale.

Lo scalo di Mitiga era stato chiuso a fine agosto per via degli scontri tra le milizie armate, scoppiati a Tripoli, che hanno causato la morte 63 persone e il ferimento di 159. In seguito al raggiungimento del cessate il fuoco, guidato dall’Onu, il 4 settembre, le parti hanno concordato di sospendere le ostilità e, di conseguenza, l’aeroporto di Mitiga è stato riaperto.

Martedì 11 settembre, l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassam Salame, insieme al proprio vice, Stephanie Williams, ha incontrato a Tripoli il premier del governo, Fayez Serraj per parlare degli ultimi sviluppi in Libia. In primo luogo, Samale e Williams hanno condannato l’attacco dell’ISIS contro gli uffici della compagnia petrolifera nazionale National Oil Corporation (NOC), avvenuto il 10 settembre, in cui sono morti 2 impiegati. In secondo luogo, è stata affrontata la questione del cessate il fuoco a Tripoli.

Nel frattempo, la Settima Brigata, milizia armata a capo di una delle due coalizioni che si sono scontrate nella capitale, ha rilasciato un comunicato in cui ha esortato la ripresa delle offensive a Tripoli, alla luce dell’attentato dello Stato Islamico. “Continueremo le operazioni fino a quando elimineremo il crimine ed i gruppi armati, perché la legge è il fattore più importante di uno Stato, così come la ripresa delle sue istituzioni militari, economiche e di sicurezza”, ha affermato la brigata. La Settima Brigata, conosciuta anche con il nome di Kanyat, è originaria della città di Tarhuna, si è scontrata con la coalizione formata da Tripoli Revolutionaries Brigade, Misrata’s 301 Brigade, Bab Tajoura Brigade, Ghanewa Brigade e Nawasi Brigade.

Una fonte che era presente al meeting di Zawiya tra le milizie armate, successivo al cessate il fuoco, ha rivelato che, nell’occasione, Salame ha spiegato che i recenti scontri sono stati causati dall’instabilità economica. A suo avviso, per evitare che ciò accada nuovamente, è necessario aggiustare al più presto il tasso di cambio e arrestare la perdita dei sussidi economici.

Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Il potere politico è ancora oggi diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Francia. I trafficanti di esseri umani, così come i gruppi armati e le organizzazioni terroristiche, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui.

Leggi l’ultimo editoriale di Alessandro Orsini sulla Libia per comprendere più approfonditamente la situazione in Libia.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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