Yemen: 84 morti dopo il collasso dei negoziati

Pubblicato il 10 settembre 2018 alle 16:37 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dozzine di persone sono state uccise durante scontri e raid aerei della coalizione saudita nella città yemenita di Hodeidah, il 9 settembre, dopo il collasso dei negoziati di pace sponsorizzati dall’ONU.

Andrew Simmons di al Jazeera ha confermato la presenza di vittime, aggiungendo che nelle ultime 24 ore sono stati condotti più di 60 attacchi aerei da parte della coalizione a guida saudita e che la situazione sta precipitando in maniera pericolosa. Secondo il reporter, alcuni dei civili in fuga da Hodeidah si sarebbero inoltre imbattuti nei campi minati dei ribelli Houthi.

Da parte loro, fonti ospedaliere nella provincia di Hodeidah hanno riferito all’agenzia AFP che 84 persone, tra cui 73 combattenti ribelli e 11 soldati governativi, sono state uccise da quando i colloqui di pace in Svizzera sono stati abbandonati a causa dell’assenza della rappresentanza Houthi.

Le trattative per la pace yemenita sono definitivamente collassate, sabato 8 settembre, dopo 3 giorni di vana attesa della delegazione del movimento Houthi. La mancata comparizione della delegazione ribelle a Ginevra ha stroncato le speranze di una svolta imminente nella risoluzione del conflitto yemenita. Tuttavia, secondo quanto ha affermato l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ciò non significa necessariamente che il processo di pace sia destinato a rimanere in stallo. Griffiths, che ha moderato le tre giornate di dialogo con la delegazione del governo dello Yemen, ha altresì affermato che, nei prossimi giorni, si incontrerà con i principali leader Houthi a Sanaa, Muscat, in Oman. Durante una conferenza stampa, l’inviato Onu ha inoltre affermato che la delegazione degli Houthi avrebbe voluto essere presente alle trattative di Ginevra, ma “non abbiamo creato delle condizioni sufficientemente corrette per farli venire qui”.

La guerra civile in Yemen, iniziata il 19 marzo 2015, è entrata ormai nel suo terzo anno. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’esistenza di gruppi secessionisti e dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. L’Arabia Saudita ritiene che Teheran si celi dietro il rifornimento di armi ai ribelli yemeniti, nonostante, da parte sua, Teheran abbia più volte respinto tali accuse. Sia la coalizione araba sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

Circa 10.000 persone sono state uccise nel corso del conflitto in corso nello Yemen, tra cui 2.200 bambini, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.