Russia: voto locale tra astensione e proteste

Pubblicato il 10 settembre 2018 alle 19:21 in Russia

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I cittadini di 80 degli 85 soggetti che compongono la Federazione russa, tra cui Mosca, erano chiamati ad eleggere i governi locali la scorsa domenica 9 settembre. Il voto è stato segnato dall’altissima astensione e dalle proteste organizzate dall’oppositore extraparlamentare Aleksej Naval’nyj.

Alle urne si è recato poco più del 30% degli aventi diritto, in calo rispetto al 32,3% di cinque anni fa, sottolineando così ancora una volta il disinteresse dei russi per le elezioni locali, reintrodotte nel 2013, dopo un lungo periodo in cui le nomine erano effettuate direttamente dal Cremlino. In un paese formalmente federale, ma centralizzato come pochi, il potere locale continua a dipendere dal Cremlino, ed è al governo federale che rispondono i governatori e i sindaci, prima che ai loro territori. I partiti hanno sottolineato come il calo dell’affluenza al voto locale sia ormai un fenomeno globale, che non riguarda solo la Russia.

La giornata elettorale è stata segnata, inoltre, dalle manifestazioni, ufficialmente contro la riforma delle pensioni, organizzate dalla Coalizione Democratica, la formazione extraparlamentare di opposizione guidata dall’avvocato e blogger Aleksej Naval’nyj. Il leader oppositore non ha preso parte alla manifestazione poiché, dal 27 agosto scorso, sta scontando una pena di 30 giorni per aver organizzato dimostrazioni non autorizzate. 

Secondo Coalizione Democratica, 830 persone sono state arrestate nel corso della manifestazione di domenica, la maggior parte delle quali a San Pietroburgo. Le proteste, tuttavia, non hanno ottenuto grande successo partecipativo. Circa 5000 persone in tutto il paese, di cui 2000 nella capitale. “Meno di quanti partecipano alle riunioni dei nostalgici del Partito Comunista” – commenta alla TASS il politologo Aleksej Martynov. 

La riforma delle pensioni, che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile da 55 a 63 anni per le donne e da 60 a 65 per gli uomini è particolarmente impopolare e colpisce una delle fasce di popolazioni più fedeli al leader del Cremlino. L’aver stabilizzato il sistema previdenziale dopo la crisi del 1997-98 è considerato, in Russia e all’estero, una delle chiavi del successo di Putin. 

Quanto al voto, Russia Unita, il partito di Vladimir Putin e Dmitryj Medvedev, si è imposto nella maggioranza dei soggetti federali, tra cui Magadan, Pskov, la Jakuzia e soprattutto Mosca, dove il sindaco uscente Sergej Sobjanin è stato rieletto con oltre il 70% dei voti. A Ul’janovsk, città natale di Vladimir Lenin, si è imposto il Partito Comunista della Federazione russa. I comunisti hanno vinto anche nelle regioni di Orel e di Irkutsk, Nei territori di Chabarovsk, Primor’e e Vladimir e nella repubblica di Chakassia sarà necessario un secondo turno. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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