Russia: proteste diffuse contro il Cremlino

Pubblicato il 9 settembre 2018 alle 10:08 in Russia

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I sostenitori del leader all’opposizione attualmente in carcere, Alexei Navalny, hanno manifestato in massa in numerose città russe, domenica 9 settembre, per protestare contro l’aumento nazionale della soglia d’età pensionabile, mentre nel Paese si svolgono le elezioni regionali.

La riforma delle pensioni giunta in Parlamento e contestata dai cittadini è costata al presidente russo, Vladimir Putin, un calo del 15% della sua popolarità e rappresenta la mossa più impopolare avanzata dal governo dal 2005, anno in cui vennero meno alcuni benefici che, per retaggio dell’epoca sovietica, prevedevano servizi pubblici tradizionalmente gratuiti oppure offerti a prezzo simbolico. Anche in quel caso, ci fu una massiccia protesta nazionale inerente alle pensioni. Con questi nuovi cambiamenti approvati da Putin, le riforme mirano a innalzare la soglia d’età pensionabile da 60 a 65 anni per gli uomini, e da 55 a 60 anni per le donne; una mossa azzardata, in quanto le aspettative di vita nel Paese sono di 66 anni per i primi, e di 77 per le seconde.

Navalny, a cui è stato impedito di apparire sulle reti televisive nazionali e concorrere alla nomina presidenziale contro Putin il 18 marzo dell’anno corrente, sperava di canalizzare il malcontento popolare per la riforma in rabbia e sentimenti antigovernativi tra l’elettorato di Putin. Il leader dell’opposizione aveva progettato di guidare la protesta a Mosca nella giornata di domenica 9 settembre, ma nel mese di agosto un tribunale lo ha condannato a 30 giorni di reclusione per aver contravvenuto alle leggi russe tramite lo svolgimento di proteste illegali. Negli ultimi anni, il noto leader dell’opposizione è stato spesso arrestato per la sua attività di opposizione a Putin; in questo caso, egli ha affermato che la mossa è stata architettata per ostacolare le proteste contro il Cremlino. I sostenitori di Navalny, a ogni modo, hanno deciso di manifestare anche senza di lui alle redini della folla, e nella giornata di domenica sono scesi in piazza in oltre 80 villaggi e città della Russia, tra cui in primis Mosca e San Pietroburgo.

“Putin e il suo governo hanno massacrato il bilancio negli ultimi 18 anni”, ha affermato il team di Navalny addetto all’allestimento delle proteste in un comunicato, aggiungendo: “Per tutto questo tempo ci hanno assicurato che, in qualunque caso, non avrebbero alzato la soglia pensionabile. E adesso la aumentano. Le autorità non stanno ascoltando il popolo, e ciò significa che è tempo di scendere in piazza”.

I primi raduni mattutini hanno avuto luogo nella regione orientale del Paese, a Ulan-Ude, a circa 4.400 km a est della capitale, e le riprese mostrano manifestanti che sfilano per la città, scortati dalla polizia, tenendo in mano palloncini rossi. Quanto a Mosca, nella città le autorità hanno scartato la richiesta avanzata dall’opposizione di protestare nel centro, facendo capire che qualunque raduno popolare sarebbe stato disperso dalle forze dell’ordine, come è già accaduto spesso in passato.

Putin cerca sempre di non menzionare il nome di Navalny nei suoi discorsi, tuttavia ha lasciato intendere che l’avversario è la scelta politica auspicata da Washington per la presidenza della nazione. Navalny, da parte sua, ha paragonato Putin a uno zar autocratico che si è aggrappato troppo a lungo al suo potere ed è restio a cederlo.

Nella medesima giornata di domenica, si stanno svolgendo le elezioni per selezionare i rappresentanti di 26 delle 85 regioni di cui è composta la Russia, tra cui quella della capitale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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