Corno D’Africa: inizia la stagione della pace

Pubblicato il 8 settembre 2018 alle 6:01 in Africa

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La normalizzazione delle relazioni tra Gibuti ed Eritrea, concordata dopo 10 anni di rapporti interrotti, costituisce uno step importante verso il raggiungimento della pace, dello sviluppo economico e della stabilità del Corno d’Africa.

I due Paesi in questione avevano tagliato ogni legame nel 2008, per via di una disputa territoriale, riguardante l’isola Dumeira, posizionata al largo delle coste gibutiane ed eritree, a Sud del Mar Rosso, nello stretto di Bab-el-Mandeb. Tale posizione è particolarmente strategica, poiché rappresenta uno snodo importante per il commercio globale. Nel 2008, la guerra cominciò dopo che il Gibuti aveva accusato l’Eritrea di aver posizionato le proprie truppe al confine, spargendo paura in tutta la regione. Gli scontri durarono diversi giorni, causando la morte di decine di truppe del Gibuti e l’interruzione di ogni rapporto tra i due Paesi. Allo scoppio della disputa territoriale, l’Etiopia, gigante regionale molto importante in termini di economia e sicurezza, si schierò dalla parte dell’Unione Africana, la quale aveva esortato le parti coinvolte ad allentare le tensioni. Dopo dieci anni, il 6 settembre, Gibuti ed Eritrea hanno concordato di rilanciare le proprie relazioni nel corso di un meeting ad Asmara, capitale eritrea, dove erano presenti anche i leader di Somalia ed Etiopia.

Tale sviluppo è stato l’ultimo di una serie di mosse diplomatiche in corso nella regione del Corno d’Africa dove, il 9 luglio, l’Etiopia e l’Eritrea hanno firmato un accordo di pace che ha posto fine allo stato di guerra tra i due Paesi, in vigore dal 6 maggio 1998, per la demarcazione dei propri confini. Nonostante l’accordo di Algeri, firmato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si sono verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Tale sentenza aveva stabilito che la città di Badme, alla frontiera tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si è sempre rifiutata di accettare questa condizione e le dispute di confine non sono mai cessate. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, il premier etiope, Abiy Ahmed, ha reso noto di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

Alla pace tra Etiopia ed Eritrea ha seguito, alla fine di luglio, la visita del presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ad Asmara per riallacciare i rapporti con l’Eritrea, interrotti da circa dieci anni, dallo scoppio della guerra con Addis Abeba. La Somalia, caratterizzata dal caos dal 1991, anno in cui il dittatore Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Da quel momento, il Paese non ha conosciuto stabilità politica, e l’intervento delle Nazioni Unite, che organizzarono una missione di peacekeeping nell’aprile 1992 (UNOSOM), è stato violentemente osteggiato dai militanti di al-Shabaab. All’epoca del dittatore Siad Barre, Somalia ed Eritrea erano legate da rapporti molto stretti, in quanto il regime militare somalo appoggiava la lotta dell’Eritrea per l’indipendenza dall’Etiopia, che ottenne nel 1993.

In occasione del summit ad Asmara, il 6 settembre, durante il quale Eritrea e Gibuti hanno deciso di rilanciare i propri rapporti, i leader di Somalia, Etiopia ed Eritrea hanno concludo un accordo tripartito, articolato in quattro punti. Nello specifico i tre Paesi del Conro d’Africa si sono impegnati a:

  1. favorire la cooperazione congiunta;
  2. costruire rapporti solidi in ambito politico, economico, sociale, culturale e della sicurezza;
  3. collaborare per promuovere la pace e la sicurezza regionale;
  4. stabilire un comitato congiunto di alto livello per coordinare le proprie azioni.

L’Unione Europea ha accolto positivamente gli ultimi sviluppi nella regione africana. Il direttore generale per lo sviluppo e la cooperazione internazionale dell’UE, Stefano Manservisi, ha confermato il supporto dell’Unione, affermando che gli ultimi fatti costituiscono eventi importanti per la normalizzazione della situazione nel Corno d’Africa.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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