Summit imminente fra Turchia, Russia e Iran sulla Siria

Pubblicato il 7 settembre 2018 alle 10:51 in Siria Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, incontrerà il leader del Cremlino, Vladimir Putin, e il leader di Teheran, Hassan Rouhani, il 7 settembre, nella capitale iraniana, per discutere del conflitto siriano e, in particolare, della situazione a Idlib, l’ultima roccaforte detenuta dai ribelli al regime di Damasco, che, si ritiene, sarà presto nel mirino delle forze del regime siriano.

L’incontro del 7 settembre tra i leader della Turchia, della Russia e dell’Iran, annunciato da fonti interne alla presidenza turca il 27 agosto, è il terzo summit a livello di vertice tenuto dai tre Paesi nell’ambito del processo di Astana, la serie di negoziati cui Ankara, Mosca e Teheran hanno dato inizio il 23 gennaio 2017 allo scopo di mediare un processo di pace tra le parti coinvolte nel conflitto siriano, iniziato nel marzo del 2011. “Nel corso del summit, saranno discussi gli sforzi congiunti come parte del processo di Astana nonché un processo di risoluzione politica per una soluzione permanente al conflitto siriano”, hanno riferito fonti interne alla presidenza turca, il 6 settembre. I colloqui che si svolgeranno a Teheran, peraltro, non si esauriranno unicamente nel vertice a tre. Sono altresì previsti incontri bilaterali fra i tre presidenti a margine del summit principale, nonché colloqui tra i ministri degli Esteri dei tre Paesi.

Sebbene le tre parti abbiano interessi diversi, con la Russia e l’Iran che sostengono il regime siriano del presidente Bashar Al-Assad e la Turchia che supporta l’opposizione siriana e alcuni gruppi ribelli, i tre leader si sono già incontrati il 22 novembre 2017 e il 4 aprile 2018. Il 22 novembre 2017, nella città russa di Sochi, i tre presidenti hanno ribadito il loro impegno nella lotta contro il terrorismo in Siria, raggiungendo altresì un accordo per porre le basi per le future sfere di influenza. In seguito, il 4 aprile 2018, i tre leader si sono incontrati in Turchia, dove si sono impegnati a realizzare un “cessate il fuoco permanente” nel Paese mediorientale.

Al centro del summit del 7 settembre, invece, ci sarà, con tutta probabilità, la situazione a Idlib, la città siriana situata nel nordovest del Paese che costituisce l’ultima grande enclave di ribelli al regime di Damasco. Essa, tuttavia, rappresenta un rifugio anche per civili e dissidenti provenienti da altre regioni siriane e per forze jihadiste. Secondo alcuni dati delle Nazioni Unite, riportati dal quotidiano turco, Hurryiet Daily News, 10.000 terroristi legati ad Al-Aqeda si trovano attualmente a idlib.

Il regime di Assad, che gode del supporto aereo della Russia e del sostegno su terra dell’Iran, si prepara ad implementare un piano che prevede la riconquista “a fasi” della zona, dispiegando un maggior numero di truppe e intensificando le operazioni militari. In tale contesto, la comunità internazionale ha ripetutamente espresso la preoccupazione che un’offensiva su vasta scala contro Idlib possa provocare un disastro umanitario, dal momento che la roccaforte ospita almeno 3 milioni di persone. Ankara, in particolare, teme che l’assalto contro Idlib possa provocare un’ondata migratoria in Turchia, dal momento che la città siriana in questione è situata in prossimità del confine turco. Per tale ragione, le autorità turche hanno proposto di sviluppare un’attività di intelligence congiunta che consenta di distinguere i terroristi dalla popolazione civile evitando in tal modo quello che secondo Ankara sarebbe un “massacro di civili”.

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha affermato altresì che la Turchia condanna gli attacchi aerei della Russia contro Idlib, individuata come una delle 4 zone di de-escalation da Mosca, Teheran e Ankara il 3 e il 4 maggio 2017, nel corso del processo di pace di Astana. Gli attacchi aerei russi sono ricominciati il 4 settembre, quando alcuni velivoli militari di Mosca hanno ripreso le offensive dopo un’interruzione durata 22 giorni, mentre le forze del regime siriano sono schierate in prima linea, accanto ai contingenti alleati russi e iraniani.

Il vertice del 7 settembre sarà con tutta probabilità determinante per le sorti di Idlib. Al termine del summit, i tre leader dovrebbero partecipare ad una conferenza stampa congiunta, in seguito alla quale dovrebbe essere rilasciato un comunicato congiunto.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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