Mali: il presidente Keita inaugura secondo mandato

Pubblicato il 5 settembre 2018 alle 6:01 in Africa Mali

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, ha inaugurato il secondo mandato, martedì 4 settembre, giurando di aumentare la sicurezza del Paese, caratterizzato dalle offensive dei gruppi islamisti e dagli scontri inter-etnici.

Alla cerimonia, tenutasi nella capitale Bamako, hanno partecipato centinaia di sostenitori e di politici locali che hanno appoggiato Keita nel corso delle elezioni del 12 agosto. “Queste votazioni non sono la vittoria di un maliano contro un altro, ma sono una vittoria per tutto il Mali”, ha affermato Keita durante il discorso inaugurale, aggiungendo di aver deciso di ripresentarsi alle elezioni per stabilizzare il Paese e per fare della sicurezza una priorità nazionale. A tale proposito, Keita ha promesso di rilanciare un accordo del 2015 con le milizie locali per cessare le ostilità.

Il Mali, posizionato nell’Africa occidentale, è teatro di continui scontri tra i gruppi armati. La sicurezza dello Stato è peggiorata da quando, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e, da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel sud del Paese.

Da giugno 2018, sono aumentati gli scontri tra i vari gruppi terroristici, tra cui Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), e la task force internazionale antiterrorismo nota come G5 Sahel. L’iniziativa G5 Sahel Force mira a sconfiggere i gruppi armati attivi nell’area africana nord-occidentale e contrastare la crescita dell’estremismo. Il corpo della missione è composto da 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad. Il presidente francese, Emmanuel Macron, è uno dei principali sostenitori del G5 Sahel. La Francia spera che l’istituzione di questa autorità permetta loro di ritirare le circa 4.000 truppe che si trovano in Mali dal 2013. Dal 2013 sono 162 le vittime appartenenti al corpo della missione MINUSMA, l’operazione di peacekeeping annoverata tra le più pericolose dell’ONU.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.