Iran: aerei civili contrabbandano armi con Hezbollah

Pubblicato il 5 settembre 2018 alle 10:33 in Iran Libano

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L’Iran sta usando aerei civili per contrabbandare armi in Libano e in Siria con il gruppo terroristico Hezbollah. A conferma di ciò, funzionari dell’intelligence occidentale, parlando in anonimato, hanno dichiarato a Fox News che diversi corrieri nazionali, tra cui la compagnia aerea iraniana Far Air Qeshm, hanno effettuato rotte insolite.

Il primo esempio, presentato da Fox News, è quello del 9 luglio quando un volo partito da una base aerea nella capitale iraniana si è fermato a Damasco prima di imboccare una traiettoria inusuale verso l’aeroporto internazionale di Beirut. La seconda rotta sospetta risale invece al 2 agosto, quando il volo QFZ9960, partito sempre da Teheran, è atterrato a Beirut alle 17:59, dopo aver seguito un tragitto irregolare nei pressi del nord della Siria.

Secondo quanto riporta The National, gli aerei coinvolti trasporterebbero i componenti necessari a produrre armi nelle fabbriche presenti in Libano, Siria e Yemen. A tal proposito, una fonte di intelligence regionale ha dichiarato: “Gli iraniani stanno cercando di inventare nuovi modi e vie per contrabbandare armi con i suoi alleati in Medio Oriente, testando e sfidando le capacità di monitoraggio delle controparti occidentali”.  

Alle informazioni fornite finora è importante aggiungere che la Far Air Qeshm aveva chiuso i battenti nel 2013, prima di riaprire nel marzo 2017. Altrettanto rilevante è che 3 componenti del consiglio di amministrazione della compagnia aerea sono anche membri della Guardia Rivoluzionaria iraniana, garante della sicurezza del Paese.

L’Iran ha iniziato a contrabbandare armi in Libano su aerei civili ancor prima dello scoppio della guerra civile, nel marzo 2011, secondo quanto affermato da Lina al-Khatib, direttrice del programma per il Medio Oriente e il nord Africa nella think tank Chatham House. Tuttavia, secondo al-Khatib, il traffico illegale si è intensificato proprio con lo scoppio del conflitto siriano, in seguito al quale l’alleato dell’Iran, Hezbollah, ha rafforzato il controllo indiretto sull’aeroporto internazionale di Beirut. Il monitoraggio in questione, definito indiretto, è possibile grazie all’appartenenza o alla fedeltà del personale aeroportuale al gruppo terroristico. L’aviazione libanese ha negato le accuse di coinvolgimento nel traffico di armi in Siria, sostenendo che il proprio aeroporto internazionale è utilizzato solo a scopi civili.

Nonostante la smentita libanese, tuttavia, la direttrice al-Khatib ha aggiunto: “Prima del conflitto siriano, le armi iraniane spedite in Libano andavano principalmente al gruppo Hezbollah. Oggi, invece, le armi attraversano la Siria per sostenere le forze del regime di Assad”. Il contrabbando di armi dall’Iran al Libano, anche se effettuato con il consenso delle autorità di Beirut, sarebbe in contrasto le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le quali limitano il flusso di armi dirette agli attori libanesi non-statali e l’esportazione di armi iraniane in generale.

Tali sviluppi vengono alla luce proprio quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di adottare una campagna molto dura contro il regime iraniano. Il primo passo degli USA è stato il ritiro dal Joint Comprehension Plan of Action (JCPA). Il JCPA é l’accordo sul nucleare firmato il 14 luglio 2015 a Vienna da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania. A ciò si è aggiunto l’intervento contro il sistema di finanziamenti in Medio Oriente e il proseguimento del programma di missili balistici.

Non solo gli Stati Uniti, ma anche Israele e l’intera Unione Europea considerano all’unanimità Hezbollah un gruppo terroristico appoggiato dall’Iran. È un fatto noto che Teheran abbia regolarmente finanziato e addestrato l’organizzazione per minacciare Israele, con la quale condivide un confine. Come se non bastasse, la Repubblica Islamica e il suo proxy terroristico hanno inviato migliaia di soldati in Siria per supportare il regime di Assad. In tale contesto, non sorprende che lo Stato Ebraico effettui periodicamente raid aerei nella vicina Siria al fine di contrastare proprio la presenza iraniana. L’ultimo attacco risale al 4 settembre.

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Alice Bellante

di Redazione

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