Ciad: forze governative bombardano posizioni ribelli al confine con la Libia

Pubblicato il 3 settembre 2018 alle 12:31 in Africa Ciad

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Le forze del Ciad hanno bombardato alcune posizioni dei ribelli a Tibesti, nel nord del Paese, in prossimità del confine con la Libia. Secondo una fonte di sicurezza, il raid, avvenuto dopo settimane di monitoraggio dei movimenti dei ribelli, ha colpito un sito tra le località di Miski e Yebibou. Testimoni hanno riferito che decine di cittadini sono rimasti feriti nelle operazioni, che hanno coinvolto un convoglio matrimoniale. Tale informazione, riferisce The New Arab, tuttavia, non è stata ancora confermata.

Il Ciad ha lanciato missioni via aria e terra nella zona dei confini con la Libia, in seguito ad assalti, avvenuti il 21 e 24 agosto, da parte dei militanti del movimento Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR), i quali hanno attaccato le forze governative al confine con la Libia. Il Ministro della Sicurezza del Ciad, Ahmat Mahamat Bachir, ha smentito la notizia dell’aggressione all’esercito, ma le truppe militari hanno riferito a Reuters che gli scontri sono effettivamente avvenuti. Tuttavia, né il gruppo CCMSR né le fonti interne all’esercito hanno fornito ulteriori informazioni, e nemmeno un bilancio delle vittime.

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali la Libia, il Sudan, la Repubblica Centrafricana, il Camerun, la Nigeria e il Niger. In particolare, il Ciad costituisce un importante snodo di passaggio per tutti quei flussi migratori che, dall’Africa orientale e occidentale, confluiscono verso il Nord del continente, soprattutto in Libia, per imbarcarsi alla volta dell’Europa. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dall’instabilità e dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, con il completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e migliorare le condizioni sociali e l’assistenza sanitaria per i cittadini. Il Ciad, come la Nigeria e altri Stati della regione del Lago Ciad, è colpito anche dalla violenza dei terroristi nigeriani di Boko Haram.

Il Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR), composto da 4.500 combattenti, è un gruppo di ribelli fondato nel 2014, ma ha effettuato la sua prima offensiva contro le forze governative solo recentemente. Tra le sue fila si contano ex ribelli della regione del Darfur, provenienti dal vicino Sudan, ed ex alleati politici del precedente leader del Ciad, Hissene Habre, il quale sta scontando una condanna all’ergastolo in un carcere senegalese per crimini di guerra e contro l’umanità.

L’attuale presidente ciadiano, Idriss Deby, oggi 66enne, ha vinto le elezioni per cinque volte da quando è salito al potere, sebbene spesso il procedimento elettorale sia stato accusato di frodi e irregolarità da osservatori internazionali. Il Parlamento ciadiano ha approvato una nuova Costituzione, nel mese di aprile 2018, con la quale sono stati accresciuti i poteri del presidente, e gli è stata concessa, qualora venga riconfermato nelle future elezioni, la possibilità prorogata di restare in carica fino al 2033.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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