Trump: “Canada non necessario nel nuovo NAFTA, il Congresso non interferisca”

Pubblicato il 2 settembre 2018 alle 10:22 in USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che non c’è bisogno del Canada nel North American Free Trade Agreement (NAFTA), e ha avvertito il Congresso di non interferire con le negoziazioni commerciali, altrimenti terminerà immediatamente le trattative per il patto trilaterale.

“Non c’è necessità politica di mantenere il Canada nel nuovo accordo NAFTA. Se non raggiungiamo un accordo buono per gli Stati Uniti dopo decenni di abuso, il Canada verrà lasciato fuori”, ha twittato Trump, sabato 1 settembre, aggiungendo: “Il Congresso non dovrebbe interferire con queste negoziazioni, oppure, semplicemente, terminerò il NAFTA interamente e staremo molto meglio senza”.

Nella precedente giornata di venerdì 31 agosto, molti diplomatici, deputati e uomini d’affari americani avevano manifestato preoccupazioni circa l’ipotesi di un accordo che escluda il Canada. “Qualunque soluzione che non preveda un accordo trilaterale non otterrà l’approvazione del Congresso e perderà il sostegno del settore commerciale”, aveva spiegato Thomas Donohue, direttore generale della Camera di Commercio degli Stati Uniti.

Lunedì 27 agosto, Trump aveva minacciato di alzare le tariffe sulle automobili prodotte in Canada se Ottawa non si fosse unita ai negoziati per modificare il NAFTA, criticato dal capo di Stato americano sin dal suo insediamento alla Casa Bianca. Sabato 1 agosto, Trump ha ripreso il suo attacco all’accordo esistente, scrivendo su Twitter che una conseguenza del trattato è stata la perdita di lavoro per molti cittadini statunitensi.

Il primo round di trattative USA-Canada si era concluso, venerdì 31 agosto, con un nulla di fatto, e il presidente americano, Donald Trump, aveva notificato al Congresso la sua intenzione di firmare un accordo commerciale bilaterale con il Messico. Dopo 4 giorni di intense trattative a Washington tra i diplomatici canadesi e quelli statunitensi, i funzionari di entrambi i Paesi avevano decretato chiuso il primo tavolo dei negoziati, decidendo di riprendere la sessione il prossimo mercoledì 5 settembre, nella speranza di raggiungere un accordo inclusivo di tutte e tre le nazioni uscenti dal North American Free Trade Agreement (NAFTA): Stati Uniti, Canada e Messico. I principali temi sollevati durante gli incontri bilaterali erano stati la richiesta americana di avere un maggiore accesso sul mercato dei latticini canadesi e l’insistenza del Canada di mantenere un sistema di risoluzione delle controversie, che invece Washington intende accantonare. Durante una conferenza stampa, il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland, aveva affermato: “Per il Canada, l’accento è posto sull’ottenimento di un buon accordo, e una volta che il Canada avrà ottenuto un buon accordo, saremo soddisfatti”. Ottawa ha più volte ribadito che non è disposta a firmare “un accordo qualunque”.

Tutti e tre i Paesi coinvolti avevano ribadito l’importanza svolta dal NAFTA, che finora ha sostenuto una fetta dell’economia commerciale della regione pari a 3mila miliardi di dollari. Tuttavia, il clima disteso dei primi giorni aveva lasciato il posto a nuove tensioni quando il presidente Trump aveva affermato che, in caso di stipulazione, il nuovo accordo con il Canada sarebbe stato “completamente dettato dalle condizioni statunitensi”. Il leader americano aveva in seguito confermato le sue parole, accolte negativamente da Ottawa, aggiungendo sul suo account Twitter: “Almeno il Canada sa qual è la mia visione della situazione”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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