USA: la Cina sta reclutando spie statunitensi su LinkedIn

Pubblicato il 1 settembre 2018 alle 12:00 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno accusato le agenzie di intelligence della Cina di utilizzare account falsi su LinkedIn per assumere come spie alcuni cittadini statunitensi con accesso a segreti commerciali e governativi.

William Evanina, il capo del controspionaggio americano, ha dichiarato in un’intervista per Reuters che i funzionari dell’intelligence e delle forze dell’ordine di Washington hanno già contattato LinkedIn per discutere delle strategie “super aggressive” di Pechino. L’uomo ha spiegato che la campagna cinese consiste nel contattare migliaia di persone sul social network allo stesso tempo, ma si è rifiutato di dare informazioni in più circa il numero di account falsi che l’intelligence statunitense ha scoperto, quanti cittadini americani siano stati contattati e quanto successo abbia avuto la Cina nei suoi tentativi di assunzione.

Evanina ha citato l’esempio di Kevin Mallory, un ex funzionario della CIA accusato a giugno di aver cospirato con la Cina. A febbraio 2017, l’uomo era stato contattato via LinkedIn da Richard Yang, un cittadino cinese che si era presentato come un cacciatore di teste. Dopo una serie di contatti e 2 viaggi a Shanghai, Mallory aveva venduto alcuni segreti della difesa statunitense, nonostante sapesse di essere in contatto con funzionari dell’intelligence cinese. L’uomo verrà processato a settembre e potrebbe essere condannato all’ergastolo. Evanina ha dichiarato che, oltre a Mallory, negli ultimi due anni e mezzo altri 4 funzionari statunitensi sono stati accusati di spionaggio a favore di Pechino.

Il capo del controspionaggio americano ha dichiarato che LinkedIn dovrebbe adottare una strategia simile a quella di Twitter, Google e Facebook, che hanno eliminato tutti gli account falsi presuntamente connessi alle agenzie di spionaggio iraniane e russe. Secondo Reuters, la Russia, l’Iran, la Corea del Nord e altri Paesi utilizzano il social network per queste attività, ma per alcuni membri dell’intelligence statunitense la Cina è la più prolifica e rappresenta la minaccia più grande.

Washington ha spiegato che gli obiettivi dei presunti cacciatori di teste sono esperti di supercalcolo, energia nucleare, nanotecnologie, semi-conduttori, tecnologie stealth, sanità, energia verde e altri settori. Secondo i funzionari statunitensi, Pechino usa la corruzione o false proposte di lavoro per reclutare personale. Ad esempio, agli accademici e agli scienziati viene offerto denaro in cambio della redazione di articoli professionali e, in alcuni casi, viene chiesto loro di condividere segreti commerciali o governativi statunitensi. Coloro che avevano aperto account falsi su LinkedIn sono stati associati ad agenzie di intelligence cinesi, mentre altri a compagnie fasulle.

Il capo della sicurezza di LinkedIn, Paul Rockwell, ha confermato che l’azienda sta discutendo delle attività cinesi con gli Stati Uniti. All’inizio di agosto, i leader del social network avevano dichiarato di aver eliminato circa 40 account falsi di utenti che avevano contattato alcune persone associate a organizzazioni politiche. Rockwell non ha specificato se tali account appartenessero alla Cina o meno, confermando però di essere al lavoro per identificare e fermare questo tipo di attività.

La questione dello spionaggio cinese non è nuova: le autorità tedesche e inglesi avevano già avvisato i loro cittadini che Pechino stava utilizzando LinkedIn per tentare di assumerli come spie. Berlino aveva dichiarato, alla fine del 2017, che circa 10.000 utenti tedeschi del social network erano stati oggetto di tali attività, mentre, da Londra, l’MI5 aveva attirato l’attenzione su tali avvenimenti nel 2015. Tuttavia, questa è la prima volta che i funzionari statunitensi discutono pubblicamente la questione negli Stati Uniti.

Il Ministero degli Esteri cinesi ha respinto tutte le accuse riguardo al caso degli account falsi su LinkedIn, spiegando di non avere idea di quali prove abbiano i funzionari statunitensi per arrivare alla conclusione che la Cina stia cercando di reclutare spie negli Stati Uniti. “Ciò che sostengono non ha senso e ha secondi fini” si legge nella dichiarazione rilasciata dai leader del Ministero.

LinkedIn è un social network appartenente alla Microsoft che vanta, in più di 200 Paesi e territori, 575 milioni di utenti, tra i quali più di 150 milioni sono cittadini statunitensi. Secondo il Financial Times, non avendo lo stesso grado di diffusione di altri siti web, LinkedIn probabilmente è meno efficace nel divulgare velocemente fake news o disinformazione. Il social network genera introiti vendendo abbonamenti alle agenzie di collocamento, rendendo più facile contattare estranei per offrire loro un lavoro.

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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