Assalto di Assad a Idlib è ‘escalation’ del conflitto siriano, USA pronti a rispondere

Pubblicato il 1 settembre 2018 alle 14:09 in Siria USA e Canada

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha affermato che gli Stati Uniti considerano l’assalto militare condotto dal governo siriano contro l’enclave dei ribelli a Idlib come una escalation della guerra in Siria, e il Dipartimento di Stato americano ha avvertito che Washington risponderà a qualunque attacco chimico Damasco dovesse essere lanciare.

“Gli Stati Uniti considerano ciò come un’escalation di un conflitto già pericoloso”, ha scritto Pompeo su Twitter, venerdì 31 agosto, accusando il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, di “difendere l’assalto siriano e russo”.

Nella medesima giornata di venerdì, Lavrov ha affermato che il governo siriano aveva ogni diritto di scacciare da Idlib i ribelli, e che le trattative per stabilire corridoi umanitari nel luogo continuano.

Il Dipartimento di Stato americano ha reso noto che il nuovo rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Siria, James Jeffrey, si recherà in viaggio a Israele, in Giordania e in Turchia da sabato 1 settembre a martedì 3 settembre, nel quadro della sua prima visita ufficiale all’estero. Jeffrey, unitamente alla sua delegazione, avrà l’incarico di sottolineare che gli Stati Uniti risponderanno a qualsivoglia attacco chimico dovesse essere perpetrato dal regime siriano, ha fatto sapere il Dipartimento di Stato tramite un comunicato ufficiale. La delegazione si occuperà parimenti di rispondere alle “speciose accuse” russe inerenti a presunti piani internazionali mossi dagli alleati occidentali e volti a inscenare un attacco chimico in Siria per avere un pretesto valido per attaccare Damasco.

Giovedì 30 agosto, le Nazioni Unite hanno esortato la Russia, l’Iran e la Turchia a forestall una battaglia a Idlib che coinvolgerebbe milioni di civili e che potrebbe spingere entrambe le parti, miliziani ribelli e governo, a fare uso di gas cloro, arma chimica altamente letale che è già stata usata nel Paese in passato.

Il ministro degli Esteri siriani, Walid al-Moualem, in seguito a un incontro con Lavrov a Mosca, nella giornata di giovedì, ha affermato che le forze governative spingeranno l’offensiva militare “fino in fondo” per quanto riguarda il bastione settentrionale di Idlib, ma che per farlo non si avvarranno di armi chimiche.

La provincia siriana di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano allo stato attuale la più grande enclave rimasta nelle mani dei ribelli siriani, che si oppongono al regime del presidente del Paese, Bashar al-Assad, il quale gode del sostegno diplomatico e militare della Russia. Idlib ospita però, al contempo, anche numerosi civili, e in misura minore alcuni jihadisti rifugiatisi lì in seguito al crollo del califfato islamico. Una fonte ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che il governo di Damasco si sta preparando a lanciare un’offensiva “a fasi” per riconquistare la provincia. Secondo quanto riportato da Reuters, le sue forze stanno progettando di colpire Idlib da due diversi fronti del territorio siriano. Ad Ovest, verso la città occidentale di Jisr al-Shughour e la pianura di Al-Ghab, mentre al Sud saranno colpite le città di al-Latamenah, Khan Sheikhoun e Maarat al-Numan. Idlib dovrebbe essere presa di mira in una seconda fase delle operazioni. Assad e i suoi sostenitori, prendendo il controllo delle aree a Sud e ad Ovest del Paese, saranno più vicini alla riconquista delle principali vie di collegamento che vanno da Aleppo ad Hama e Latakia, due delle più importanti strade della Siria pre-conflitto.

Entrato ormai nel suo ottavo anno, il conflitto siriano ha causato circa 465.000 vittime, oltre che un milione di feriti, e ha costretto circa 12 milioni di persone, corrispondenti alla metà della popolazione siriana prima della guerra, ad abbandonare le proprie abitazioni.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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