Afghanistan: tra terrorismo e droga aumenta l’instabilità

Pubblicato il 31 agosto 2018 alle 9:12 in Afghanistan Asia

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Le offensive dei talebani hanno fatto sì che numerosi reti terroristiche dalla dimensione regionale e globale abbiano sempre operato fuori dall’Afghanistan. Tuttavia, ciò ha contribuito comunque a diminuire la sicurezza del Paese, permettendo ai ribelli di aumentare la produzione di droga che, ad oggi, risponde al 90% della domanda regionale e globale.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate dal direttore generale della politica e strategia del Ministero degli Affari Esteri afghano, Ashraf Haidari, in occasione dell’Indian Ocrean Conference 2018, tenutasi il 27-28 agosto ad Hanoi, in Vietnam. Nel corso dell’intervento, Haidari ha spiegato che, nel corso dei 17 anni passati, l’Afghanistan è stato vittima di “aggressioni esterne” sotto forma di terrorismo, aggiungendo che i talebani hanno ucciso quotidianamente persone innocenti, distruggendo al contempo le infrastrutture del Paese, che permettevano al territorio afghano di essere ben collegato ed integrato con le regioni circostanti. Ne è conseguito un isolamento economico e commerciale per l’Afghanistan, che è stato soppesato da una massiccia produzione di droga e di traffici illeciti legati al terrorismo, che hanno messo in pericolo il governo di Kabul e l’intero apparato delle autorità afghane, ha continuato Haidari.

A suo avviso, l’interconnessione di questi fattori ha contribuito a peggiorare la sicurezza del Paese, che si torva adesso in una grave e complicata crisi umanitaria. “Ciò ha reso l’Afghanistan una delle principali fonti di rifugiati e richiedenti asilo, che spesso finiscono nei giri dei trafficanti degli esseri umani per raggiungere l’Europa, l’Australia e altri luoghi considerati più sicuri”, ha spiegato il direttore generale, aggiungendo che tutto ciò potrebbe andare a discapito anche della sicurezza marittima. Secondo lui, il miglior modo per combattere il terrorismo e la povertà che ne deriva per via della distruzione del Paese, è necessario accrescere la sicurezza e la fiducia politica attraverso la cooperazione regionale a livello economico.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Diciassette anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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