Rohingya: Russia darà 1 milione di dollari a Birmania e Bangladesh

Pubblicato il 29 agosto 2018 alle 19:39 in Bangladesh Russia

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La Russia darà un milione di dollari alla Birmania e un altro milione al Bangladesh nel corso di due anni per contribuire alla soluzione della crisi umanitaria legata alla situazione dei Rohingya.

“Nel 2018-19, entrambi i paesi riceveranno dalla Russia un milione di dollari ciascuno nel quadro del Programma Alimentare Mondiale”, ha affermato l’ambasciatore russo Vasilij Nebenzja, parlando davanti al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

L’ambasciatore ha aggiunto che, allo stato attuale, la priorità è “mettere la cooperazione internazionale in pista per eliminare le conseguenze più gravi della crisi”.

Nebenzja ha poi sottolineato che è necessario fornire assistenza sia al Bangladesh che alla Birmania e che gli aiuti devono essere “egualitari”.

“La soluzione al problema dei rifugiati dipende dalla cooperazione bilaterale tra Birmania e Bangladesh”, ha aggiunto.

Il diplomatico ha descritto come controproducente ritardare l’inizio del rimpatrio dei rifugiati, un tema che alcuni attori esterni usano per esercitare ulteriore pressione sulla Birmania.

Più di 700.000 Rohingya, un gruppo etnico di religione islamica indigeno dello stato settentrionale del Rakhine, sono fuggiti in Bangladesh dalla fine di agosto 2017, in mezzo a uno scoppio di violenza innescata da un attacco dell’Esercito della Salvezza Rohingya persone di Arakan contro 30 posti di polizia e l’operazione militare condotta dai militari birmani in risposta.

L’operazione militare ha provocato oltre 400 morti.

Il numero totale di Rohingya nel distretto bengalese di Cox’s Bazar è stimato ammonterebbe a 919.000, secondo i dati dell’International Organization for Migration (IOM).

La Birmania, una nazione a maggioranza buddista, nega la cittadinanza e i diritti civili a questa comunità musulmana stimata tra 1,1 e 1,5 milioni di persone, sostenendo che sono immigrati bengalesi; il conflitto e la crisi umanitaria sono stati particolarmente aggravati dalla transizione politica da un regime militare a un regime civile che ha avuto luogo tra il 2011 e il 2012.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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