Mosca accusa: USA pronti ad attaccare Siria

Pubblicato il 29 agosto 2018 alle 6:04 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti continuano a rafforzare la presenza militare in Medio Oriente per attaccare la Siria – ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov. Secondo le autorità militari russe, l’aumento delle forze americane è legato ai preparativi per una nuova provocazione nella provincia siriana di Idlib con “l’uso di armi chimiche”.

“Il 25 agosto il cacciatorpediniere della Marina Militare americana USS Ross è entrato nel Mediterraneo con 28 missili Tomahawk, in grado di colpire tutto il territorio della Siria” – ha detto Konashenkov. Inoltre nel Golfo Persico è stato schierato il cacciatorpediniere “The Sullivan” con 56 missili da crociera, mentre nella base aerea americana nel Qatar è stato dislocato il bombardiere strategico B-1B US dotato di 24 missili da crociera “aria-terra” JASSM.

Un’operazione sotto falsa bandiera – accusa Konashenkov, viene preparata “con la partecipazione attiva dei servizi segreti britannici”, per accusare Damasco di un nuovo attacco chimico contro postazioni ribelli e giustificare un nuovo attacco contro il governo di Bashar al-Assad come quello del 14 aprile scorso. L’operazione, secondo Mosca, coinvolgerebbe al-Nusra. 

Come riportato da fonti del servizio segreto militare, nella provincia di Idlib, con la partecipazione attiva dei servizi speciali britannici, i militanti stanno preparando un modello di presunto uso da parte delle forze governative di armi chimiche contro i civili. La provocazione dovrebbe servire come motivazione per gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia per infliggere un attacco missilistico e un bombardamento aereo alle strutture statali ed economiche in Siria – accusa la difesa russa.

Secondo il ministero della Difesa, l’organizzazione Hayat Tahrir Al-Sham, nata dalla separazione di al-Nusra da al-Qaeda, prepara la provocazione. Per fare questo, continuano le fonti russe, nella città Jisr al-Shugur della provincia di Idlib sarebbero stati consegnati ai ribelli otto carri armati contenenti cloro, che sono stati poi portati al villaggio Hallyuz a pochi chilometri da Jisr al-Shugurov. Anche un gruppo speciale di combattenti sarebbe arrivato alla zona di Jisr al-Shugurov,  addestrato alla manipolazione di sostanze tossiche sotto la guida di esperti della società “Oliva”, compagnia militare privata britannica. Secondo il Ministero della Difesa russo,  questi combattenti avrebbero il compito di simulare soccorso alle vittime di armi chimiche nelle vesti di “Caschi Bianchi”, che Mosca non esita a definire “famigerati”.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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