Siria: Erdogan incontrerà Putin e Rouhani il 7 settembre

Pubblicato il 27 agosto 2018 alle 14:19 in Siria Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si recherà in Iran, il 7 settembre, per discutere della Siria con il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente iraniano, Hassan Rouhani, nell’ambito del terzo summit del processo di Astana. Con tutta probabilità, i tre leader discuteranno della delicata situazione a Idlib, la provincia siriana attualmente controllata dai ribelli che Ankara teme sarà obiettivo di un’offensiva imminente del regime di Damasco. È quanto annunciato dalla presidenza turca, lunedì 27 agosto, e riportato dal quotidiano Hurriyet Daily News.

Sebbene abbiano interessi diversi, con la Russia e l’Iran che sostengono il regime siriano del presidente Bashar Al-Assad e la Turchia che supporta l’opposizione siriana e alcuni gruppi ribelli, i tre leader sono impegnati dal 23 gennaio 2017 nei negoziati di Astana, nell’ambito dei quali stanno mediando un processo di pace tra le parti coinvolte nel conflitto siriano, iniziato nel marzo del 2011. I due incontri precedenti tra i tre Paesi a livello di vertice si sono svolti il 22 novembre 2017 e il 4 aprile 2018.

Il 22 novembre 2017, Erdogan, Putin e Rouhani si sono incontrati nella città russa di Sochi e hanno ribadito il loro impegno nella lotta contro il terrorismo in Siria, raggiungendo altresì un accordo per porre le basi per le future sfere di influenza. In seguito, il 4 aprile 2018, i tre leader si sono incontrati in Turchia, dove si sono impegnati a realizzare un “cessate il fuoco permanente” nel Paese mediorientale. Nelle ultime due settimane, inoltre, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha incontrato due volte il suo omologo russo, Sergei Lavrov, mentre, il 24 agosto, a Mosca, ha incontrato il leader del Cremlino.

L’annuncio della visita di Erdogan in Iran arriva in un momento in cui la Turchia teme che un attacco contro la provincia di Idlib, ripetutamente attaccata nel mese di agosto, sia imminente. In particolare, il 9 agosto, le posizioni dei ribelli a Idlib sono state bombardate dalle forze siriane. Idlib, città situata nel nordovest della Siria, in prossimità del confine turco, è da tempo al centro dei colloqui fra la Turchia, la Russia e l’Iran. Il 3 e il 4 maggio 2017, nel corso del processo di pace di Astana, Mosca, Teheran e Ankara hanno indicato Idlib, come una delle 4 zone di de-escalation, stabilite come parte di un tentativo di istituzione di un cessate il fuoco a livello nazionale.

Idlib è attualmente sotto il controllo dei ribelli siriani. Si tratta, in particolare, dell’ultima provincia controllata interamente dai ribelli. Essa, tuttavia, rappresenta un rifugio anche per civili e dissidenti provenienti da altre regioni siriane e per forze jihadiste. La preoccupazione di Ankara è che una migrazione di massa verso la Turchia possa verificarsi in seguito ad un eventuale attacco del regime siriano contro Idlib, che, attualmente, ospita circa 3 milioni di persone, tra cui combattenti dell’opposizione e le relative famiglie. Per tale ragione, il presidente turco ha più volte richiamato il suo omologo russo avvertendolo che se Damasco prende di mira Idlib, “l’essenza stessa dell’accordo di Astana” potrebbe essere “completamente distrutta”.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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