Palestina: ritiro dei finanziamenti statunitensi definito un ricatto politico

Pubblicato il 27 agosto 2018 alle 6:42 in Palestina USA e Canada

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Diversi funzionari palestinesi hanno denunciato il ritiro di oltre 200 milioni di dollari di aiuti da parte degli Stati Uniti, accusando Washington di usare l’assistenza umanitaria come uno strumento per ottenere concessioni politiche.

Secondo il New York Times, il taglio degli aiuti, annunciato venerdì 24 agosto, è l’ultima di una serie di misure volte a costringere i leader palestinesi a tornare al tavolo dei negoziati con Israele, mentre i funzionari americani lavorano su una proposta di pace, i cui dettagli rimangono opachi. Tensioni tra l’amministrazione Trump e l’Autorità Palestinese si erano già palesate in seguito al congelamento di milioni di dollari di finanziamenti all’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati, il 16 gennaio. A ciò si sono aggiunte le conseguenze del trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, il 14 maggio. Non è perciò un caso che i palestinesi, i quali rivendicano Gerusalemme Est come capitale di un futuro Stato indipendente, abbiano accusato il presidente Trump e la sua amministrazione di avere abbandonato il ruolo di mediatore che i suoi predecessori avevano ricoperto nella disputa con Israele.

Il capo della delegazione generale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina negli Stati Uniti, Husam Zomlot, ha dichiarato che gli ultimi sviluppi si aggiungono “all’agenda anti-pace di Netanyahu” e che rappresentano un ricatto politico. Anche Hanan Ashrawi, un alto funzionario palestinese, ha dichiarato: “Il popolo palestinese e la leadership non saranno intimiditi e non soccomberanno alla coercizione. I diritti del popolo palestinese non sono in vendita. Non c’è gloria nel costante bullismo e nella punizione di una popolazione sotto occupazione”.

Il ritiro dell’assistenza umanitaria al popolo palestinese tuttavia non rappresenta un caso isolato, l’amministrazione Trump é altresì in procinto di cancellare quasi $ 3 miliardi di aiuti dedicati a progetti esteri in tutto il mondo. Nonostante ciò, il Dipartimento di Stato americano ha annunciato di voler reindirizzare i fondi destinati ai palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza ad iniziative con priorità più alta.

Diversi funzionari palestinesi hanno infine dichiarato che il ritiro degli aiuti potrebbe avere ripercussioni su molti programmi dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, il principale organismo che gestisce l’assistenza estera americana in Cisgiordania e a Gaza. Tale organo supervisiona il sostegno a una vasta gamma di questioni nei territori palestinesi, tra cui la riduzione del debito, la crescita economica, l’acqua, le strutture igienico-sanitarie, l’istruzione, la sanità e la governance. Nel 2016, Washington ha fornito circa 290 milioni di dollari ai palestinesi attraverso l’agenzia. In totale, dal 1994, invece, i finanziamenti arrivano a circa $ 5,2 miliardi.

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Alice Bellante

di Redazione

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