Ciad: ribelli attaccano soldati al confine con la Libia

Pubblicato il 25 agosto 2018 alle 8:30 in Africa Ciad

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Alcuni ribelli nel Ciad settentrionale hanno attaccato le forze governative al confine con la Libia, hanno riferito i membri del gruppo sovversivo e due fonti militari, sebbene il governo abbia negato che l’aggressione sia avvenuta.

Un nuovo movimento ribelle, il Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR), ha reso noto che i suoi miliziani hanno attaccato i soldati del Ciad nella mattina presto di martedì 21 agosto, a Kouri Bougoudi, e nuovamente nella giornata di venerdì 24 agosto. “I valorosi combattenti hanno attaccato il nemico ancora una volta nella maniera più brutale”, riferisce il loro comunicato, riferendosi alle forze governative come “nemico”, e aggiungendo: “Purtroppo, il nemico ha preferito fuggire in totale disarray, lasciando indietro carcasse di pecore e altri cumuli di cibo.”

Il Ministro della Sicurezza, Ahmat Mahamat Bachir, ha smentito la notizia dell’aggressione ribelle all’esercito, ma le truppe militari hanno riferito a Reuters che i combattimenti sono effettivamente avvenuti. Tuttavia, né il gruppo CCMSR né le fonti interne all’esercito hanno fornito ulteriori informazioni, e neppure un bilancio delle vittime.

Il Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR) afferma di voler rovesciare il presidente del Paese, Idriss Deby, mentre il Ciad affronta le minacce jihadiste e cerca di arrestare l’influsso dei militanti che fuggono verso la nazione dal conflitto in Libia. Deby si è dimostrato un alleato dei Paesi occidentali nella battaglia contro gli integralisti islamici nell’Africa occidentale. Ha affrontato numerose ribellioni interne ed è sopravvissuto a innumerevoli tentativi di colpo di Stato da quando è salito al potere, il primo dicembre 1990, giorno in cui si mise a capo di un’insurrezione che rovesciò l’allora presidente, Hissene Habre. Il 28 febbraio 1991, dopo tre mesi di governo provvisorio, Deby fu ufficialmente nominato presidente del Ciad, e successivamente confermato alla presidenza nelle elezioni del 1996 e in quelle del 2001. Fino al 2009, il Paese ha vissuto una condizione di relativa calma e sicurezza.

Il Military Command Council for the Salvation of the Republic (CCMSR), che consta, a quanto dice, di 4.500 combattenti, è stato fondato nel 2014, ma ha combattuto la sua prima battaglia contro le forze governative solo nel mese di agosto 2018, nel villaggio ricco di giacimenti e miniere di Kouri Bougoudi. Tra le sue fila si contano ex ribelli della regione del Darfur provenienti dal vicino Sudan ed ex alleati politici del presidente precedente, Habre, il quale al momento sta scontando una condanna all’ergastolo in un carcere senegalese per crimini di guerra e contro l’umanità.

La nascente ribellione nel Paese è indice di una più grande instabilità politica, che nel mese di gennaio ha chiuso la frontiera con la Libia nella seranza di impedire ai militanti di entrare. Il Ciad è minacciato anche da pericoli provenienti da gruppi affiliati all’ISIS e ad al-Qaeda, operativi nella regione del Sahel, semiarida e sprovvista di leggi, e anche dai militanti di Boko Haram, che hanno la loro base operativa in Nigeria.

Deby, oggi 66enne, ha vinto le elezioni per cinque volte da quando è salito al potere, sebbene spesso il procedimento elettorale sia stato accusato di frodi e irregolarità da osservatori internazionali. Il Parlamento ciadiano ha approvato una nuova costituzione, nel mese di aprile 2018, con la quale sono stati accresciuti i poteri del presidente, e gli è stata concessa, qualora venga riconfermato nelle future elezioni, la possibilità prorogata di restare in carica fino al 2033.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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