Russia – Repubblica Centrafricana: firmato accordo di cooperazione militare

Pubblicato il 23 agosto 2018 alle 6:03 in Repubblica Centrafricana Russia

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La Russia e la Repubblica Centrafricana hanno firmato, martedì 21 agosto, un accordo militare che apre la strada a Mosca per la formazione e l’addestramento delle forze armate nello Stato africano. I crescenti legami militari tra i due Paesi e il maggiore interesse di Mosca nei confronti dell’Africa sono stati messi sotto i riflettori nel mese scorso, quando tre giornalisti russi sono stati uccisi mentre indagavano sulla presunta presenza di mercenari provenienti dalla Russia e attivi sul territorio della Repubblica Centrafricana. Tutti e tre, Orkhan Dzhemal, Aleksandr Rastorguev e Kirill Radchenko, sono morti in circostanze misteriose il 31 luglio 2018 in quello che la Russia e la controparte africana insistono sia stato un agguato da parte di ladri non identificati vicino alla città di Sibut.

L’accordo di martedì è stato firmato durante il forum tecnico-militare “Army 2018”, a Mosca, cui hanno partecipato entrambi i ministri della Difesa. I dettagli del patto, che estende la cooperazione militare tra i due Paesi, non sono ancora stati annunciati. Tuttavia, è stato reso noto che la Russia, all’inizio del 2018, ha schierato circa 175 istruttori militari e civili per addestrare le forze di sicurezza centrafricane. Di conseguenza, molti ritengono che il contenuto dell’accordo riguardi anche questo aspetto. In aggiunta, la Russia ha dichiarato di aver consegnato armi leggere alle truppe dello Stato africano, sempre all’inizio di quest’anno. Il ministro della Difesa russo, Sergei K. Shoigu, ha affermato che il nuovo accordo “rafforzerà i legami tra i due Paesi nella sfera della difesa”. L’omologa della Repubblica Centrafricana, Marie-Noëlle Koyara, ha riferito, da parte sua, che l’accordo migliorerà l’addestramento delle forze armate del suo Paese. Nessuno dei due ha però specificato se le forze di sicurezza verranno addestrate in Russia oppure nello Stato africano con l’ausilio di esperti russi.

La Repubblica Centrafricana è scossa dalle violenze da quando, nel 2013, l’ex presidente Francois Bozize è stato rovesciato con un colpo di stato organizzato da un gruppo di ribelli della fazione musulmana Seleka, scatenando l’offensiva della milizia cristiana anti-Balaka. Da quel momento, nel Paese si è diffuso il collasso economico, un’intensa corruzione e una rottura dell’ordine politico. Per questo, dal 2013, l’ONU ha imposto un embargo sulle armi e vietato la vendita o il trasferimento di materiale bellico nella Repubblica Centrafricana. Il provvedimento è stato rinnovato, il 31 gennaio 2018, per un altro anno.Tuttavia, a inizio 2018, un carico di armi leggere, destinato a equipaggiare le forze armate della Repubblica centrafricana, è arrivato a Bangui. A inviare gli armamenti è stata la Russia con l’autorizzazione speciale dell’Onu. Sempre grazie all’avallo delle Nazioni Unite e in deroga all’embargo, anche i 175 istruttori russi sopra menzionati sono arrivati nello Stato africano nel gennaio 2018 per lavorare in un campo militare nel sud-ovest del Paese.

Mosca fu profondamente coinvolta in Africa durante la Guerra Fredda, quando la rivalità Est-Ovest alimentò una serie di sanguinose guerre per procura, in gran parte terminate dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica. Nell’ultimo anno, tuttavia, la Russia ha mostrato un crescente desiderio di tornare a stringere legami con la Repubblica Centrafricana, la Somalia e il Sud Africa. Nell’ottobre 2017, il presidente centrafricano Faustin Touadéra, in carica dal 30 marzo 2016, aveva visitato Mosca e firmato una serie di accordi. Nonostante l’elezione democratica del nuovo leader, la situazione nel Paese è ancora preoccupante, con attacchi continui da parte di gruppi armati e metà della popolazione bisognosa di assistenza umanitaria. Il 10 aprile 2014 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva autorizzato l’operazione MINUSCA al fine di mantenere la sicurezza e proteggere i civili. Tuttavia, attualmente, solo un quinto del territorio è sotto il pieno controllo del governo e le forze di mantenimento della pace dell’ONU sono tuttora impegnate a ricostruire l’esercito e la polizia locale. Per questo, le Nazioni Unite avrebbero richiesto l’intervento della Russia e il trasferimento di armi. Negli accordi firmati da Mosca e Bangui si legge che i due Paesi intendono rafforzare la cooperazione militare, promuovere lo sviluppo economico e costruire una solida partnership nel campo dell’estrazione mineraria. La Repubblica Centrafricana, infatti, è ricca di depositi di diamante, oro e uranio. Dall’Europa, la Francia, ex potenza coloniale del Paese, non guarda di buon occhio il crescente interesse di Mosca nello Stato africano ed è preoccupata per la cooperazione tra i due.

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Chiara Gentili

di Redazione

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