Lotta all’ISIS: morto un membro della coalizione a guida USA

Pubblicato il 22 agosto 2018 alle 6:05 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La coalizione guidata dagli Stati Uniti nella guerra contro lo Stato Islamico ha dichiarato che uno dei propri membri è stato ucciso in un incidente aereo, avvenuto il 20 agosto, in Iraq.

La dichiarazione della coalizione riporta che la causa dello schianto, avvenuta nelle prime ore del mattino, è ancora da scoprire ed è stata aperta un’inchiesta al riguardo. L’aereo non sembra essere stato abbattuto. La coalizione non ha immediatamente identificato il nome o la nazionalità del soldato deceduto e non ha specificato che tipo di aereo sia stato abbattuto. Le forze della coalizione hanno soccorso il personale immediatamente dopo l’incidente e tre membri del servizio sono stati evacuati per trattamenti medici.

La coalizione comprende Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita e Turchia insieme a Australia, Bahrain, Canada, Giordania, Paesi Bassi e Emirati Arabi Uniti. Domenica 19 agosto un portavoce militare statunitense ha dichiarato che la coalizione rimarrà in Iraq “finché necessario”, nelle aree che un tempo erano detenute dall’ISIS. “La ragione principale per rimanere, dopo che lo Stato islamico è stato sconfitto militarmente, è la stabilizzazione, dobbiamo esserci per quello”, ha riferito il colonnello statunitense, Sean Ryan, da Abu Dhabi. Tuttavia, il colonnello ha aggiunto che il numero delle truppe statunitensi potrebbe diminuire ancora, una volta che le truppe della NATO inizieranno a istruire l’esercito iracheno. A febbraio, la NATO ha accettato di aumentare la sua presenza in Iraq dopo che Washington ha chiesto assistenza per stabilizzare il Paese nella difficile battaglia contro l’ISIS. “Forse, ci potrà essere un ritiro, dipende solo da quando la NATO arriverà e e inizierà la formazione locale”, ha riferito Ryan.

Secondo fonti militari e di intelligence locali, in Iraq sarebbero rimasti complessivamente più di 1.000 combattenti, 500 dei quali attivi nelle aree desertiche, mentre il resto sulle montagne. Le autorità di Baghdad hanno intrapreso una campagna contro le cellule dormienti dell’organizzazione. Nel frattempo, il 4 luglio, le forze irachene hanno lanciato un’operazione contro lo Stato Islamico per liberare la regione ad est dell’autostrada di Diyala-Kirkuk. Denominata “Vengeance for the Martyrs” o “vendetta per i martiri”, l’operazione coinvolgerà forze speciali, polizia e combattenti peshmerga curdi per scovare le cellule dell’ISIS ancora presenti nel Paese. Le truppe irachene per ora hanno distrutto 8 focolai del gruppo terroristico, oltre ad aver fatto esplodere 29 cariche esplosive a Diyala. L’ondata di violenze tra gruppi armati e forze governative ha provocato oltre 5 milioni di sfollati all’interno dell’Iraq, lasciando inoltre più oltre 11 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari. L’Iraq ha dichiarato il crollo dell’influenza territoriale dello Stato Islamico il 9 dicembre 2017, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.