Nigeria: attacco di Boko Haram, almeno 19 morti

Pubblicato il 20 agosto 2018 alle 15:01 in Africa Nigeria

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Almeno 19 persone sono state uccise in un attacco compiuto in un villaggio nel nord-est della Nigeria domenica 19 agosto. Si tratterebbe dell’ultima offensiva sferrata dall’organizzazione terroristica di Boko Haram, attiva nel Paese africano dal 2009. Alcuni, tuttavia, non escludono che i responsabili possano essere membri appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWA). Negli ultimi mesi, l’esercito nigeriano ha subito pesanti sconfitte da parte di Boko Haram, i comandanti sono stati ripetutamente sostituiti e le forze speciali si sono ammutinate.

Nell’attentato di domenica 19 agosto, i militanti jihadisti hanno preso d’assalto il villaggio di Mailari, nello Stato nordorientale di Borno verso le 2 del mattino. Gli uomini erano stati avvistati nel villaggio tre giorni prima dell’attacco. La gente del posto aveva avvertito le truppe nigeriane di stanza nella vicina città di Gudumbali, ma nessuna azione era stata intrapresa.

Da quando Boko Haram ha cominciato le sue offensive, nel 2009, più di 30.000 persone sono state uccise e circa 2.6 milioni di cittadini hanno dovuto abbandonare le loro case. La rivolta, cominciata nel nord-est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere Niger, Ciad e Camerun, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i 4 Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF). Nel maggio 2018, il rappresentante speciale dell’Africa occidentale all’ONU, Mohammed Ibn Chambas, aveva lodato l’iniziativa regionale volta a combattere il terrorismo, ma aveva chiarito che questa non bastava a indebolire il gruppo jihadista, che è ancora lontano dall’essere sconfitto.

Boko Haram, che da quasi 10 anni conduce una campagna armata nella Nigeria nordorientale, è solito sferrare le sue offensive attraverso l’impiego di kamikaze che vengono fatti esplodere in luoghi affollati, come piazze e mercati. Questo è il metodo comunemente utilizzato dall’organizzazione jihadista, la quale utilizza soprattutto donne e bambine che, dopo essere state rapite, vengono costrette a diventare terroriste suicide. Tuttavia, anche gli scontri tra i militanti e l’esercito sono frequenti. A febbraio, i soldati di Abuja erano riusciti a liberare una base del gruppo nella foresta di Sambisa, a Sabil Huda, conosciuta per essere l’ultimo nascondiglio dei terroristi. Nel corso delle operazioni, gli agenti nigeriani avevano catturato 46 militanti e avevano distrutto i campi di addestramento dei terroristi. 

Il governo nigeriano aveva dichiarato, il 25 dicembre 2016, che i militanti di Boko Haram erano stati vinti dall’esercito del presidente, Muhammadu Buhari. Tuttavia, l’1 gennaio 2017, il gruppo terroristico aveva smentito la sconfitta tramite la pubblicazione di un video online. Nel gennaio 2018, Buhari ha ammesso che “nemmeno le migliori forze di polizia potrebbero sventare determinati attacchi criminali”. Il 26 marzo, il Ministero dell’Informazione ha riferito che il governo di Abuja stava negoziando con Boko Haram per tentare di mettere fine alle ostilità e raggiungere un cessate il fuoco. Nonostante ciò, nel Paese continuano a verificarsi attentati sparsi.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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