Stati Uniti: tagliati fondi per la stabilizzazione della Siria

Pubblicato il 19 agosto 2018 alle 6:01 in Siria USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che taglierà più di 200 milioni di dollari di fondi destinati a progetti per promuovere la stabilizzazione in Siria. Tuttavia, Washington ha confermato di aver raccolto circa 300 milioni di dollari dagli alleati della coalizione, che verranno impiegati per gestire le aree sottratte all’ISIS.

La portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, venerdì 17 agosto ha rilasciato una dichiarazione dove comunica che il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha autorizzato il reindirizzamento di circa 230 milioni di dollari appartenenti ai fondi di stabilizzazione per la Siria, che verranno utilizzati per “sostenere altre priorità relative alla politica estera”. La decisione è stata presa da Pompeo in consultazione con la Casa Bianca, dopo aver considerato i significativi contributi militari e finanziari fatti dagli Stati Uniti, la necessità di condividere tutto ciò con gli alleati e i partner e le nuove promesse fatte da questi ultimi.

Secondo quanto comunicato dalla Nauert, i due principali contributi per supplire alla perdita dei fondi statunitensi sono stati offerti dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, che hanno destinato rispettivamente 100 e 50 milioni di dollari alla Siria negli ultimi mesi.

La portavoce ha confermato che di tagliare i fondi non rappresenta la riduzione dell’impegno statunitense in Siria. Trump ha chiarito che gli Stati Uniti sono pronti a rimanere nel Paese mediorientale fino alla sconfitta certa dell’ISIS e fino a quando l’Iran e i suoi alleati non ritireranno le loro truppe. Nella dichiarazione viene sottolineato altresì che la decisione di Washington non coinvolgerà l’assistenza umanitaria fornita dagli Stati Uniti, che ammonta a circa 8,1 miliardi di dollari sin dall’inizio della crisi in Siria. “Continueremo a inviare aiuti secondo i bisogni dei cittadini siriani, supportando la Difesa Civile Siriana e le Nazioni Unite per punire il regime di Assad per i gravi crimini perpetrati, così come continueremo a fornire strumentazioni e altre misure per contrastare gli effetti delle armi chimiche nella Siria nordoccidentale” si legge nella dichiarazione, dove viene altresì sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a lavorare con i partner internazionali per raggiungere una soluzione pacifica al conflitto siriano, sotto la guida delle Nazioni Unite.

Nonostante tali garanzie, la decisione dell’amministrazione Trump è stata criticata dai democratici del Comitato degli Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti, che hanno descritto la mossa come avventata. “La mancanza di leadership statunitense porta a minare gli interessi del Paese in Siria e nel mondo. Ancora una volta, Donald Trump sta aiutando Vladimir Putin a raggiungere il suo sogno, sostenendo il regime di Assad” ha spiegato il gruppo di democratici su Twitter.

Era stato l’ex segretario di Stato americano, Rex Tillerson, a destinare i 230 milioni di dollari per la stabilizzazione dei territori siriani sottratti all’ISIS. Tuttavia, a marzo, in seguito al licenziamento dell’uomo, i fondi erano stati messi in revisione e sarebbero dovuti tornare al Dipartimento del Tesoro il 30 settembre, se non fossero stati spesi. A giugno, circa 6.6 milioni di dollari erano stati utilizzati per continuare a finanziare la Difesa civile siriana e i suoi Caschi Bianchi, che si preoccupano del salvataggio delle persone dopo le incursioni aeree.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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