Qatar accusa Arabia Saudita di bloccare pellegrinaggio alla Mecca

Pubblicato il 19 agosto 2018 alle 11:00 in Arabia Saudita Qatar

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Il Qatar ha incolpato l’Arabia Saudita di impedire ai suoi cittadini di intraprendere l’annuale pellegrinaggio musulmano alla Mecca, l’Hajj, accusa che il governo di Riad ha respinto.

In base a un sistema di quote, sono circa 1.200 i cittadini qatarioti a cui è consentito recarsi in pellegrinaggio alla Mecca in occasione del tradizionale Hajj (letteralmente: “Il pellegrinaggio”), tuttavia i funzionari del Qatar hanno reso noto che sta diventando sempre più difficile, ai limiti dell’impossibile, per la popolazione registrarsi per partecipare all’evento, che avviene nella città saudita della Mecca, nella regione dell’Hegiaz.

L’Arabia Saudita, insieme agli Emirati Arabi Uniti, al Bahrein e all’Egitto, a partire dal mese di giugno 2017 ha tagliato le sue relazioni diplomatiche con Doha e ha imposto un severo embargo via terra, mare e cielo verso il Qatar, accusato di sostenere e incoraggiare il terrorismo. La popolazione qatariota è stata anche sottoposta a un divieto che le impedisce di entrare nei quattro Paesi del blocco. Riad sostiene però di aver fatto un’eccezione in occasione dell’imminente Hajj. Tale ricorrenza prevede che ogni musulmano normodotato, che possa permettersi il viaggio, sia obbligato a intraprendere almeno una volta un pellegrinaggio nei luoghi sacri di Mecca e Medina. Nel 2018, l’evento si terrà nel periodo 19-24 agosto e culminerà, come di consueto, nella festività religiosa islamica di Id al-adha, celebrata ogni anno nel mese lunare di Dhū l Ḥijja. Le autorità saudite hanno riferito che si aspettano almeno 2 milioni di pellegrini.

Nel mese di giugno, il ministero saudita per l’Hajj aveva annunciato la regolare apertura del sito web che permette ai qatarioti di iscriversi e prenotare di fatto la loro presenza al pellegrinaggio, tuttavia i residenti affermano che la registrazione sulla pagina internet è impossibile.

Abdullah al-Kaabi, membro del Comitato Nazionale per i Diritti Umani del Qatar, ha affermato che Riad ha chiuso il sistema di registrazione usato dalle agenzie di viaggio qatariote per ottenere i visti di proposito. “Quest’anno non c’è alcuna possibilità che i cittadini e i residenti del Qatar riescano a recarsi a Hajj”, ha riferito al-Kaabi all’agenzia di stampa Reuters, spiegando che la registrazione dei pellegrini è rimasta di fatto chiusa, e gli unici visti rilasciabili per entrare in Arabia Saudita interessano le missioni diplomatiche.

Tre agenzie di viaggio di Doha hanno smesso di vendere i pacchetti per il pellegrinaggio alla Mecca. Il manager di una di esse ha spiegato: “Lo scorso anno abbiamo perso un sacco di soldi perché la crisi è iniziata dopo che il viaggio a Mecca e Medina era stato già prenotato al completo, e abbiamo dovuto rimborsare tutti quanti”.

In occasione dell’Hajj 2017, Riad aveva a ogni modo aperto temporaneamente il confine, tuttavia quest’anno ciò non è ancora neppure avvenuto. Le autorità saudite respingono però ogni accusa del Qatar e lo incolpano di voler politicizzare l’evento santo.

Nella metà del mese di agosto, il principale quotidiano saudita, Okaz, aveva pubblicato un articolo in prima pagina in cui esortava i qatarioti a scegliere tra la “Casa di Dio” e “gli Hamad”, facendo riferimento all’ex emiro del Paese, Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani, e all’ex primo ministro, Sheikh Hamad bin Jassim Al Thani.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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