Offensiva contro l’ISIS in Siria, dopo un attacco mortale dei jihadisti

Pubblicato il 18 agosto 2018 alle 17:38 in Iraq Siria

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Alcuni funzionari delle forze di sicurezza irachene hanno dichiarato, il 17 agosto, che l’aviazione militare ha effettuato 2 attacchi aerei ai danni dello Stato islamico in Siria, uccidendo almeno 28 militanti dell’ISIS.

Le fonti militari riportano che uno dei due attacchi aerei, effettuato con caccia F-16, ha preso di mira un incontro con alcuni aspiranti kamikaze, che pianificavano un attentato nella settimana musulmana dell’Eid al-Adha. Circa 20 militanti dello Stato Islamico sono rimasti uccisi nel primo bombardamento aereo, mentre altro 8 sono stati uccisi nel secondo. Entrambi gli obiettivi erano situati in Siria, nei pressi del confine iracheno. L’Iraq ha annunciato l’imminente offensiva giovedì 16 agosto, ma i dettagli sugli obiettivi e sulle vittime sono emersi solo venerdì 17 agosto. La dichiarazione delle autorità irachene afferma che gli obiettivi sono stati identificati dalla Cellula delle Aquile, la principale agenzia anti-terrorismo dell’Iraq.
I funzionari hanno parlato in condizione di anonimato, poiche non erano autorizzati a comunicare con i media.

L’offensiva è arrivata il giorno dopo che  7 soldati sono rimasti uccisi da un attacco dell’ISIS, in una base militare nei pressi della città orientale di Deir az-Zour. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha aggiunto che “diversi” membri dell’ISIS sono stati uccisi e feriti a loro volta. Non si conosce tuttavia il numero esatto di morti. L’Osservatorio ha inoltre dichiarato che i combattenti filo-regime deceduti nel l’offensiva erano di diverse nazionalità, alcuni erano siriani, ma nella base aerea si trovavano anche soldati iraniani e russi. L’attacco è il primo effettuato dai militanti dello Stato Islamico contro la base aerea di Deir az-Zour, da quando il regime l’ha riconquistata nell’ultimo anno. Mohammad Hassan, un giornalista locale, ha riferito che almeno 12 soldati e cinque militanti dell’ISIS sono stati uccisi negli scontri.

Un recente rapporto delle Nazioni Unite ha messo in guardia sul fatto che lo Stato Islamico, che una volta controllava vaste aree della Siria nord-orientale e dell’Iraq settentrionale, stia utilizzando tattiche da guerriglia anche in quei territori, forte della propria presenza nella Siria orientale. L’Onu ha, inoltre, stimato che il gruppo jihadista  abbia ancora 30.000 membri, distribuiti tra la Siria e l’Iraq. L’ISIS è apparso nel nord e nell’est della Siria nel 2013, dopo la conquista di vaste porzioni del territorio iracheno. Tuttavia, in seguito alla battaglia di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, ha perso terra, mantenendo solamente il controllo dell’area vicino a Abu Kamal, attualmente circondata ad ovest da forze governative e ad est da forze curde, e la zona di al-Hajar al-Aswad, a sud di Damasco. 

Nonostante il gruppo terroristico ad oggi controlli meno del 3% del territorio siriano, esso continua a condurre offensive sempre meno sporadiche contro le forze del presidente Bashar al-Assad e i suoi alleati. Per contrastare la minaccia dello Stato Islamico, ancora estremamente rilevante in Siria, il 22 luglio alcuni jet siriani e russi hanno bombardato un bastione dell’ISIS lungo il confine israelo-giordano, nella parte meridionale della Siria, per impedire ai militanti di entrare nelle aree abbandonate dagli altri gruppi ribelli. Le forze affiliate allo Stato Islamico, trincerate nel bacino di Yarmouk, confinante con le alture del Golan occupate da Israele e con la Giordania, hanno respinto l’attacco a terra da parte dell’esercito siriano e da i suoi alleati. L’area è diventata il principale campo di battaglia della regione, dopo che una vasta offensiva dell’esercito siriano, sostenuto dalla Russia, ha mandato via altri gruppi di ribelli che una volta erano sostenuti da Stati Uniti, Giordania e Stati del Golfo.

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 Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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