Israele: minoranza araba protesta contro legge su Stato nazionale ebraico

Pubblicato il 13 agosto 2018 alle 10:02 in Israele Palestina

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Centinaia di manifestanti si sono riuniti a Tel Aviv, sabato 11 agosto, per protestare contro la nuova legge approvata da Israele che dichiara il Paese lo Stato nazionale del popolo ebraico. Questa decisione aveva attirato le ire delle minoranze arabe e scatenato critiche da tutto il mondo.

Giovedì 19 luglio, il Parlamento israeliano aveva adottato una legge che stabilisce che Israele è la patria storica del popolo ebraico, il quale ha un diritto esclusivo all’autodeterminazione. Secondo l’ordinamento giudiziario, Gerusalemme, non divisa, è la capitale del Paese. Inoltre, il documento approvato rende l’ebraico l’unica lingua ufficiale di Israele, togliendo all’arabo tale designazione, e definisce l’istituzione di comunità ebraiche come una priorità di interesse nazionale.

Alla protesta dell’11 agosto hanno partecipato circa 30.000 persone, principalmente arabi israeliani, che hanno sventolato bandiere palestinesi, spiegando che la legge approvata da Israele legittimizzerebbe il razzismo. La popolazione arabo-israeliana comprende per la maggior parte discendenti dei palestinesi che rimasero nell’area dopo la guerra del 1948, nel periodo in cui venne creato lo Stato di Israele, nonostante migliaia di essi furono costretti a lasciare le loro case e fuggire dal Paese. Secondo Reuters, molti cittadini arabo-israeliani si identificano come palestinesi e rappresentano circa un quinto della popolazione. La legge israeliana garantisce loro pieni diritti d’uguaglianza, ma molti hanno riportato di dover affrontare discriminazioni e di essere trattati come cittadini di seconda categoria.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, oltre a difendere la legge ha altresì pubblicato un video su Twitter che riprende i partecipanti alla manifestazione mentre urlano “Con lo spirito e con il sangue ti salveremo, Palestina”. Il premier ha accompagnato il filmato con un commento: “Non c’è prova migliore per dimostrare la necessità della legge sullo Stato”.

Secondo i critici, la legge approvata da Israele non è democratica, poiché fa una differenza fra i cittadini ebraici e non. I leader arabi di Israele hanno affermato che la legge è sul punto di trasformarsi in qualcosa di simile all’apartheid, mentre i gruppi per i diritti umani, quelli ebraici, l’Unione Europea, l’Egitto e lo stesso presidente israeliano si sono espressi contro la legislazione. Coloro che difendono la decisione israeliana, invece, hanno ribattuto che l’uguaglianza civile è garantita dalla legislazione esistente.

La prima manifestazione contro la legge approvata da Israele si era verificata sabato 4 agosto, da parte della comunità israeliana dei drusi, un’etnia araba affiliata all’islamismo, ma che incorpora elementi di altri religioni. I drusi si erano riuniti a Tel Aviv per protestare contro il documento approvato dal Parlamento israeliano, in una manifestazione che aveva coinvolto circa 50.000 persone. Molti drusi fanno parte dell’esercito e delle forze di sicurezza israeliane e, secondo Reuters, la loro sensazione di essere stati traditi dal loro stesso Paese ha colpito molti cittadini israeliani.

Secondo Al Monitor, la legislazione israeliana è stata citata in tribunale almeno 5 volte, pertanto sarà compito dei giudici decidere se limitarne l’interpretazione o meno. Netanyahu ha dichiarato che nessuno ha minacciato o intende minacciare i diritti individuali, “ma senza questa legge sarà impossibile assicurare alle generazioni future il futuro di Israele come lo Stato nazionale ebraico”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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