Attentato Caracas: Maduro apre le porte all’FBI nelle indagini

Pubblicato il 13 agosto 2018 alle 21:00 in USA e Canada Venezuela

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Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha dichiarato nella giornata di sabato di essere disposto a permettere che l’FBI partecipi alle indagini sull’attacco con due droni carichi di esplosivo perpetrato una settimana fa.

“Se il governo degli Stati Uniti ratificasse la sua offerta di cooperazione da parte dell’FBI per indagare sui legami in Florida con l’attacco terroristico, lo accetterei, accetterei l’arrivo dell’FBI”, ha dichiarato il presidente nel corso di una cerimonia militare.

Secondo Maduro, nello Stato della Florida ci sono “cellule terroristiche” coordinate dal finanziere Osman Delgado Tabosky, che sarebbe a capo del piano terroristico che ha portato all’esplosione di due droni mentre teneva un discorso in occasione di una parata militare a Caracas lo scorso sabato.

“Siamo certi che l’esplosione del drone di fronte al podio presidenziale è stata innescata dalla Florida”, ha affermato.

Il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, si è incontrato mercoledì scorso con il responsabile per gli affari degli Stati Uniti a Caracas, James Story.

A seguito dell’incontro, il ministero degli Esteri venezuelano ha riferito che Story “ha espresso la sua preoccupazione per i fatti e la volontà del suo governo di cooperare con Caracas”.

Maduro ha inoltre affermato che molti dei presunti aggressori sono fuggiti in Perù.

“Alcuni di questi criminali, terroristi, sono fuggiti in Perù per nascondersi. Chiedo dunque al governo del Perù di catturare questi terroristi e consegnarli (…) alla giustizia venezuelana”, ha aggiunto.

Il presidente ha poi lanciato un appello al suo omologo statunitense, Donald Trump, chiedendo esplicitamente cosa farà “con i gruppi terroristici che hanno partecipato direttamente” all’attacco. “Li sosterranno, li proteggeranno, o sarà fatta giustizia?”

Maduro, che ancora una volta ha accusato l’ex presidente colombiano Juan Manuel Santos di essere dietro l’accaduto, ha riferito che il suo governo ha avviato “azioni diplomatiche” affinché gli Stati Uniti e la Colombia consegnino “gli autori materiali e intellettuali” dell’attentato.

Il presidente ha anche rivelato un secondo video del deputato Juan Requesens, arrestato martedì scorso per aver presumibilmente preso parte al complotto.

Nel breve frammento, dalla prigione in cui si trova, Requesens afferma di essere stato in contatto con Rayder Alexander Russo, che avrebbe coordinato l’addestramento degli aggressori in Colombia.

Tuttavia, così come in una prima registrazione rilasciata venerdì scorso dal governo, non dichiara che era a conoscenza del presunto complotto ai danni di Maduro.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino 

di Redazione

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