Uruguay: aumentano i crimini legati al narcotraffico

Pubblicato il 11 agosto 2018 alle 6:06 in America Latina Uruguay

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L’Uruguay affronta un’aumento dei crimini legati al narcotraffico che preoccupa le autorità di un paese che vanta i tassi di criminalità più bassi del continente e una stabilità politica e soprattutto economica che sono valsi, in passato, il soprannome di “Svizzera del Sudamerica”. 

Secondo gli studi di Marcos Baudean, dell’università privata ORT, l’aumento dei crimini sarebbe conseguenza indiretta della legalizzazione della marijuana. L’Uruguay ha iniziato a legalizzare gradualmente il fumo della cannabis dal 2013, riducendo ampiamente le fette di mercato del traffico di droga. Si considera che il commercio della cannabis in Uruguay ammonta a circa 40 milioni di dollari l’anno, di cui almeno la quarta parte è passata al mercato legale.

“Quando così tanti soldi passano in così poco tempo al mercato legale, qualcuno deve aver accusato il colpo, e precisamente questo avviene in coincidenza con un netto aumento delle dispute localizzate in certe aree, in genere nei quartieri periferici poveri di Montevideo, dove traffico di droga è fortemente installato. Pensiamo che ci sia uno strangolamento nel mercato illegale ” – afferma Baudean. In questo senso, l’esperto ritiene che la regolamentazione della marijuana stia svolgendo uno dei suoi compiti, che è quello di strappare il mercato della marijuana ai trafficanti di droga. 

Il consigliere per la sicurezza del Ministero degli Interni dell’Uruguay, Ricardo Fraiman, ha avallato a fine luglio le ricerche che puntano a uno strangolamento del mercato illegale, durante un evento organizzato dall’Osservatorio Latinoamericano per la Ricerca in Politica Criminale. L’alto funzionario ha osservato che l’aumento delle violenze e degli omicidi erano una conseguenza “attesa” del processo di legalizzazione, secondo il settimanale Búsqueda. Secondo il governo, inoltre, le rese dei conti tra narcotrafficanti sono anche collegati alle operazioni di polizia per chiudere i punti vendita della droga, o ai cambiamenti all’interno del mercato, in cui vengono vendute sostanze meno economiche, come la pasta di base (un rifiuto della cocaina) e vengono consumate più droghe sintetiche.

I dati ufficiali della prima metà del 2018 indicano un chiaro aumento dei delitti.  Nei primi sei mesi dell’anno ci sono stati 215 rispetto 131 nello stesso periodo del 2017. Secondo le statistiche il 45% dei reati legati al narcotraffico avvengono a Montevideo, dove d’altronde risiede la metà dei 3,4 milioni di uruguayani.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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