Nigeria: forze di sicurezza bloccano ingresso del Parlamento

Pubblicato il 8 agosto 2018 alle 10:01 in Africa Nigeria

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Un reparto delle forze di sicurezza della Nigeria ha bloccato alcuni deputati che entravano in Parlamento, martedì 7 agosto, in una mossa che i membri dell’opposizione hanno interpretato come tentativo di intimidire i loro leader. Tuttavia, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha immediatamente condannato l’atto e licenziato il capo delle forze di sicurezza.

È la prima volta che in Nigeria si verifica un episodio simile da quando il Paese è diventato una democrazia, nel 1999. Attualmente, in vista delle elezioni programmate per febbraio 2019, sono in aumento le tensioni tra l’Assemblea nazionale e l’esecutivo, in particolare da quando Buhari ha dichiarato che si candiderà per un secondo mandato presidenziale.

Per alcuni, l’episodio di martedì 7 agosto ha riportato alla memoria gli anni in cui le forze militari e di sicurezza dominavano la politica della Nigeria. Uomini armati che indossavano l’uniforme nera del Dipartimento della Sicurezza di Stato (DSS) si sono schierati davanti alle porte del palazzo del Parlamento, nella capitale Abuja, e, raggiunti in seguito da alcuni agenti di polizia, hanno bloccato l’ingresso per circa un’ora. Le immagini dell’accaduto sono state ampiamente condivise sui social media. Il motivo del blocco, tuttavia, non è parso immediatamente chiaro.

“L’atto illecito, che è stato fatto senza che la presidenza ne fosse a conoscenza, è condannabile e del tutto inaccettabile”, ha riferito in una dichiarazione un portavoce del vicepresidente, Yemi Osinbajo, il quale ha descritto la mossa come “un assedio non autorizzato dell’Assemblea nazionale e una grave violazione dell’ordine costituzionale, dello Stato di diritto e di tutte le nozioni accettate di legge e ordine”. Nella stessa dichiarazione, Osinbajo ha inoltre reso noto che il direttore generale del DSS, Lawal Musa Daura, era stato licenziato. Tuttavia, nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita per il suo licenziamneto. La presidenza ha infine affermato che Matthew B. Seiyefa, il direttore più anziano del DSS, sarà direttore generale fino a nuovo avviso.

Il blocco di martedì 7 agosto sopraggiunge dopo che, nelle ultime settimane, almeno 50 legislatori, appartenenti al partito di governo di Buhari, l’All Progressive Congress (APC), sono passati al principale partito dell’opposizione, il People’s Democratic Party, che ha guidato il governo nigeriano dal 1999 fino all’elezione di Buhari, nel maggio 2015. Tra questi, c’è anche il presidente del Senato, Bukola Saraki. Queste defezioni costano all’APC la maggioranza al Senato e rappresentano una sfida per la rielezione dell’attuale leader.

I sostenitori di Saraki hanno affermato che il blocco farebbe parte di un piano per rimpiazzare il presidente del Senato. “Esortiamo i nigeriani e la comunità internazionale a condannare l’invasione illegale dell’Assemblea nazionale e il tentativo di soffocare la legislatura con gesti antidemocratici, incivili e irresponsabili”, ha asserito Saraki con un tweet. Dal canto suo, il partito di governo ha dichiaro che ogni tentativo di incolpare i suoi leader per il blocco di martedì è “malizioso” e rappresenta una “falsa accusa”. “L’uso di agenti di sicurezza armati per forzare i risultati politici non promette nulla di buono per le elezioni generali del febbraio 2019”, ha detto il vice presidente della società internazionale di Intelligence Teneo, Malte Liewerscheidt, in una nota.

La Nigeria è un Paese dell’Africa occidentale che possiede l’economia più prosperosa di tutto il continente, ed è una delle nazioni più influenti della regione. Oltre a essere la principale produttrice di petrolio del dell’Africa, è la quarta esportatrice di gas naturale al mondo. Nonostante ciò, il Paese è anche uno dei più instabili e insicuri del continente. Nuove elezioni sono previste per il febbraio 2019.

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Chiara Gentili

di Redazione

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