Rep. Centrafricana: 3 peacekeepers congolesi accusati di omicidio sono liberi

Pubblicato il 7 agosto 2018 alle 16:41 in Congo Repubblica Centrafricana

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3 membri congolesi delle forze africane di peacekeeping attive nella Repubblica Centrafricana, condannati a pene detentive di 3 anni per omicidio di civili, sono già liberi, ha denunciato, martedì 7 agosto, l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch, descrivendo le sentenze come inadeguate e inadatte a scoraggiare futuri abusi. Gli imputati erano stati accusati di aver ucciso 11 persone durante lo svolgimento delle operazioni rientranti nella missione MISCA (African-led International Support Mission to the Central African Republic), l’iniziativa di peacekeeping promossa dall’Unione Africana e lanciata il 5 dicembre 2013. Secondo quanto riportato da Human Rights Watch, i peacekeepers congolesi avevano ucciso un ragazzo disarmato e arrestato almeno altri 12 civili nella città di Boali, nel marzo 2014, dopo che un loro collega era stato ucciso in uno scontro a fuoco con un leader della milizia locale. I corpi delle 12 persone erano poi stati ritrovati vicino a una fossa comune nel febbraio 2016.

Un tribunale della capitale congolese, Brazzaville, aveva condannato i suddetti funzionari della missione a 3 anni di carcere, il 25 aprile 2018. Tuttavia, nonostante questi crimini possano essere classificati, secondo il diritto nazionale del Congo e quello internazionale, come crimini di guerra e contro l’umanità, i 3 uomini sono già liberi, avendo scontato in carcere gran parte della pena in attesa della sentenza. Quest’ultima, inoltre, si riferiva solo a 11 delle 12 vittime.

“Le autorità della Repubblica del Congo hanno perso l’opportunità di fornire giustizia ai civili uccisi e di dimostrare che nessun peacekeeper è al di sopra della legge”, ha affermato il ricercatore senior di Human Rights Watch, Lewis Mudge, il quale ha aggiunto: “Dare ai soldati che hanno commesso un omicidio poco più che uno schiaffo al polso manda un messaggio dannoso agli altri soldati della pace che rischiano poco se commettono tali crimini”. Il portavoce del governo della Repubblica del Congo ha rifiutato di rispondere a ogni domanda in merito. Il presidente, Denis Sassou Nguesso, in carica dal 25 ottobre 1997, aveva già in precedenza respinto le accuse di aver ignorato le violazioni dei diritti umani commesse dai suoi soldati.

Centinaia di peacekeepers congolesi attivi nella Repubblica Centrafricana dall’inizio di MISCA erano poi diventati parte della missione a guida ONU, MINUSCA (United Nations Muldimensional Integrated Stabilization Mission in the Central African Republic), lanciata nel Paese nell’aprile 2014. Molti sono stati rimpatriati nel 2017 in seguito a molteplici accuse di abuso e sfruttamento sessuale.

La Repubblica Centrafricana è segnata da un conflitto interreligioso combattuto tra i militanti musulmani della fazione Seleka e la milizia cristiana anti-Balaka, cominciato ufficialmente a dicembre 2012. Gli episodi di violenza sono aumentati a partire dal 2013, quando l’ex presidente Francois Bozize è stato rovesciato da un colpo di stato organizzato da alcuni ribelli Seleka, provocando le rappresaglie delle milizie cristiane. L’ultimo attacco soi è verificato il primo maggio 2018, quando un’offensiva presso la chiesa cattolica di Notre Dame de Fatima, situata nella capitale Bangui, ha provocato la morte di almeno 15 persone.Ad oggi, il numero di persone colpite dalla crisi umanitaria nel Paese ammonta a 4.5 milioni. Il 10 aprile 2014, preoccupato per il degenerare della crisi nello Stato africano, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva autorizzato l’operazione MINUSCA al fine di mantenere la sicurezza e proteggere i civili, sostituendo la missione guidata dall’Unione Africana. Tuttavia, oltre la metà della popolazione necessita ancora di assistenza umanitaria. Inoltre, nonostante l’elezione democratica del presidente Faustin-Archange Touadéra, il 30 marzo 2016, abbia portato una relativa stabilità politica, il numero degli scontri che si verificano nel Paese resta alto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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