Venezuela: le reazioni all’attentato contro Maduro

Pubblicato il 6 agosto 2018 alle 6:01 in America Latina Venezuela

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“Se Dio è con noi, chi potrà sconfiggerci? Nessuno! Se il popolo è con noi, chi contro di noi? Nessuno! Non ci sono riusciti e non ci riusciranno! Lo dico all’oligarchia. Falliranno. Sono qui, in piedi, vivo, vigoroso. In Venezuela ci sarà giustizia, non ci sarà perdono. Li perseguiremo e li cattureremo ovunque vadano a nascondersi. Lo giuro sul popolo e sul futuro della patria. Se qualcosa emerge in momenti come questi,è che la nostra lotta è giusta, che siamo dalla parte giusta della storia. Ogni giorno che dovrò vivere, vivrò per voi compatrioti. E sono certo che i passi che intraprenderemo nel programma di prosperità, crescita e sicurezza economica lo dimostreranno. Dico dal profondo del cuore, per il nostro popolo, ¡Hasta la victoria siempre! Vinceremo!”. Con queste parole Nicolás Maduro ha concluso la sua allocuzione televisiva alla nazione dopo l’attentato subito sabato 4 agosto mentre presenziava alla sfilata militare per l’ottantunesimo anniversario della creazione della Guardia nazionale. Nell’attentato, effettuato con droni, sono rimaste ferite 7 persone. Sei persone sono state arrestate dalla polizia venezuelana in relazione all’attentato.

Il presidente del Venezuela ha ribadito le accuse al presidente colombiano Juan Manuel Santos, che ritiene mandante dell’attentato ai suoi danni. Secondo Maduro, Santos, che lascerà la presidenza della Colombia il 7 agosto prossimo, intendeva uscire di scena “risolvendo a suo modo” la questione venezuelana, in accordo con l’estrema destra di entrambi i paesi. Maduro ha allertato l’esercito a fare attenzione a qualunque provocazione possa arrivare dalla frontiera colombiana. “Uccidere i presidenti non è una tradizione venezuelana” – ha dichiarato il leader chavista.

Bogotà ha definito le accuse di Maduro “farneticazioni senza fondamento”, mentre una nota della presidenza sottolinea come Santos fosse “al battesimo della nipotina Celeste, non impegnato a far cadere governi stranieri“.

Il presidente venezuelano ha ricevuto immediata solidarietà dal presidente boliviano Evo Morales, secondo cui ci sono gli Stati Uniti dietro l’attentato, che ha definito “delitto di lesa umanità”. Solidarietà anche dal presidente di El Salvador, Sánchez Cerén. Il governo cubano, in un comunicato firmato dal presidente Miguel Díaz-Canel e dal segretario del Partito Comunista Raúl Castro, ha espresso piena ed incondizionata solidarietà al leader venezuelano, e sottolinea come “si sia cercato di ottenere con il terrorismo, con il magnicidio, quello che non si è potuto ottenere in numerose competizioni elettorali” e cioè la fine del governo chavista a Caracas. Anche L’Avana accusa Washington di aver creato le condizioni per l’attentato ridando vita alla Dottrina Monroe, secondo cui gli USA si sentono di diritto di intervenire in America Latina. Condanna dell’attentato e solidarietà al presidente venezuelano anche da Mosca, Madrid e Managua. 

L’opposizione venezuelana, superata dagli eventi, ha espresso dubbi sulla natura dell’accaduto, e in un comunicato della formazione Frente Amplio, si esprime preoccupazione per i timori di rappresaglie violente da parte di gruppi paramilitari chavisti e di un aumento della repressione da parte del governo.

Maduro, frattanto, ringrazia la Vergine di Chiquinquira, protettrice del Venezuela, i popoli e i governi stranieri che gli hanno espresso solidarietà, assicurando “il Venezuela continuerà a seguire la sua strada democratica, indipendente e socialista”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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