Sud Sudan: accordo finale tra governo e ribelli sulle questioni in sospeso

Pubblicato il 6 agosto 2018 alle 16:14 in Africa Sud Sudan

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Il presidente del Sud Sudan, Sava Kiir, e il leader del principale gruppo ribelle del Paese, Riek Machar, hanno firmato un cessate il fuoco definitivo e un accordo per la condivisione del potere, domenica 5 agosto. “Chiedo a tutti, come presidente del Sud Sudan, che questo accordo, firmato oggi, sia la fine della guerra nel nostro Paese”, ha affermato Salva Kiir. Machar, ex vice-presidente e capo dei ribelli, ha dichiarato, dopo la firma del patto: “Oggi festeggiamo, non solo in Sud Sudan, ma in tutto il mondo”.

Il 25 luglio 2018, a Khartoum, era stato concluso un accordo di pace con l’obiettivo di porre fine al conflitto, in corso ormai da 5 anni. Tuttavia, alcune fazioni di ribelli si erano rifiutate di prendere parte al trattato e diverse questioni erano rimaste in sospeso. In quell’occasione, il ministro degli Esteri del Sudan, Al-Dirdiri Mohamed Ahmed, aveva riferito che era necessario un maggiore lavoro su determinati temi, tra cui la divisione dei poteri presso l’amministrazione locale.”È stato firmato un accordo sulle questioni in sospeso e questo accordo esprime l’impegno di tutte le parti a mantenere il cessate il fuoco”, ha sostenuto Mohamed Ahmed sulla televisione di Stato del Sudan dopo la firma del nuovo patto, domenica 5 agosto. Il Sudan è stato un partner importante nella mediazione dell’accordo.

Esprimendo fiducia nel processo di pace, il presidente Kiir ha dichiarato: “Sappiamo che il conflitto in Sud Sudan ha comportato un grande onere finanziario e politico. La guerra interna ha portato sofferenza a noi e alle nostre famiglie, ha ucciso centinaia di giovani uomini e donne, distrutto la nostra economia e ci ha lasciato divisi”. Machar, dal canto suo, ha annunciato: “Non c’è altra scelta che la pace. Dopo questa fase, dobbiamo concentrarci sull’attuazione dell’accordo che, se non realizzeremo, sarà un enorme fallimento”. Già venerdì 3 agosto, Kiir aveva detto di ritenere che il nuovo accordo di pace tra il suo governo e il principale gruppo ribelle non collasserà. Inoltre l’uomo ha sollecitato il dialogo con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite al fine di proteggere la regione dalle minacce e mantenere la pace.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli a Kiir, hanno cominciato a scontrarsi con quelli di etnia nuer, guidati da Machar e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due leader erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan, in seguito alla rivalità per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Per evitare di essere assassinato, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica. La pace, raggiunta nell’agosto 2015, aveva portato alla creazione di un governo di transizione. Tuttavia, già nell’aprile 2016, Machar e i suoi seguaci erano tornati a Juba e il leader aveva riacquisito la sua carica. Il 12 luglio, il Parlamento del Sud Sudan ha esteso il mandato di Kiir fino al 2021, mossa che, secondo molti, avrebbe potuto mettere avrebbe rischio lo svolgimento dei colloqui di pace tra governo e ribelli, iniziati il 19 giugno 2018. In linea con tali previsioni, il 9 luglio, i ribelli del Sud Sudan hanno respinto il piano per la pace, concordato due giorni prima tra Machar e Kiir, perché, a loro avviso, non limitava abbastanza il potere del presidente. L’accordo era stato raggiunto in Uganda e metteva al centro l’idea della condivisione del potere tra fazione ribelle e governativa, concedendo al leader Machar di riassumere il suo vecchio incarico di vicepresidente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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