Somalia: attentato di Al-Shabaab, almeno 3 soldati uccisi vicino Mogadiscio

Pubblicato il 6 agosto 2018 alle 6:00 in Africa Somalia

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Almeno 3 soldati somali sono morti in seguito a un attentato suicida di matrice islamista avvenuto nel distretto di Afgoye, un villaggio situato 30 km a nord-ovest della capitale Mogadiscio; a riferirlo sono stati la polizia e i militanti di Al-Shabaab.

“La polizia e l’esercito oggi hanno aperto il fuoco contro un’autobomba che procedeva a gran velocità, e che è esplosa nel distretto di Afgoye. Da quanto sappiamo finora, sono morti 3 soldati”, ha reso noto il capitano Nur Ali, ufficiale di polizia, nella giornata di domenica 5 agosto. L’attacco è stato rivendicato dai militanti islamici di al-Shabaab, i quali, conformemente al loro modus operandi, hanno diffuso un bilancio delle vittime superiore a quello stilato dalla polizia locale: “Un’autobomba kamikaze è esplosa colpendo le forze somale che erano dispiegate in vista della visita del presidente Farmaajo in Afgoye. Abbiamo ucciso 11 soldati”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters Abdiasis Abu Musab, il portavoce delle operazioni militari del gruppo terroristico.

Le truppe somale erano state dispiegate ad Afgoye nella settimana precedente, nel tentativo di aumentare i controlli e la sicurezza nel villaggio in vista dell’imminente visita del capo di Stato somalo, Mohamed Abdullahi Farmaajo.

Sempre nella giornata di domenica 5 agosto, le forze di polizia hanno reso noto che, in uno scontro separato, le truppe governative hanno ucciso due militanti islamici dopo un combattimento scoppiato presso un checkpoint militare di Mogadiscio. “L’esercito della Somalia ha ucciso due militanti armati presso il checkpoint di Benadir. Due soldati sono stati lievemente feriti nello scontro a fuoco”, ha riferito a Reuters un ufficiale di polizia locale, il Maggiore Mohamed Abdullahi.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito la Somalia al primo posto tra i Paesi considerati “safe heavens” (rifugio sicuro) del terrorismo in Africa. L’attacco più mortale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove l’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

L’attacco precedente a quello segnalato dai terroristi il 5 agosto si era verificato il 23 luglio, quando avevano attaccato una base militare a Baar Sanguini, nel sud della Somalia, per mezzo di un’autobomba, uccidendo 27 persone. Ancora prima, il 7 luglio, erano esplose due autobombe di Al-Shabaab a Mogadiscio, causando la morte di 5 persone e il ferimento di altre 21.

Divenuta indipendente nel 1977, la Somalia è precipitata in una guerra civile dal 1991, quando il dittatore Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Da quel momento, il Paese non ha conosciuto stabilità politica, e l’intervento delle Nazioni Unite, che organizzarono una missione di peacekeeping nell’aprile 1992 (UNOSOM), è stato violentemente osteggiato dai militanti di al-Shabaab.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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