Moavero Milanesi in Egitto: “eccellente cooperazione” sul caso Regeni

Pubblicato il 6 agosto 2018 alle 12:31 in Egitto Italia

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Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, ha tenuto, domenica 5 agosto al Cairo, una conferenza stampa congiunta con l’omologo egiziano, Sameh Shoukry, in cui ha elogiato “l’eccellente cooperazione” con il Paese nordafricano nello svolgimento delle indagini sull’assassinio dello studente italiano Giulio Regeni. Milanesi è intervenuto, durante l’incontro, con queste parole: “Parlando della tragedia che ha colpito il giovane italiano, Giulio Regeni, qui in Egitto, sono lieto di sentire dal ministro, e dal governo egiziano, una forte volontà di portare l’inchiesta giudiziaria a risultati concreti. Questo è, tra l’altro, l’obiettivo finale della giustizia. Siamo soddisfatti dell’eccellente cooperazione stabilita tra le autorità giudiziarie italiane e quelle egiziane e siamo fiduciosi che giustizia sarà fatta in questo caso davvero tragico e doloroso”.

Giulio Regeni, ricercatore italiano di 28 anni della Cambridge University, scomparve il 25 gennaio 2016 mentre conduceva alcune ricerche sui sindacati egiziani. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio 2016 in un fosso lungo l’autostrada Cairo-Alessandria, poco fuori dalla capitale. L’autopsia rivelò che il ragazzo era stato torturato prima di essere ucciso. Da allora, sono in corso indagini per capire chi siano stati i responsabili del suo assassinio. Inizialmente, era stata incolpata una banda criminale locale, specializzata in rapimenti di stranieri, i cui membri furono uccisi dalla polizia egiziana. In seguito, le forze di sicurezza locali riferirono di aver trattenuto Regeni il giorno in cui sparì. Da più di un anno, sui media italiani e americani avanza il sospetto secondo cui i responsabili dell’assassinio sarebbero i servizi segreti egiziani. Gli ufficiali egiziani hanno negato ogni coinvolgimento e il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ribadito, durante un incontro con il ministro dell’Interno Salvini, il 18 luglio 2018, che l’Egitto era determinato a concludere un’indagine congiunta e a consegnare gli assassini di Regeni alla giustizia. In seguito alla morte di Regeni, l’8 aprile 2016, il governo italiano aveva richiamato in patria il proprio ambasciatore al Cairo, interrompendo temporaneamente tutti i rapporti diplomatici con l’Egitto. Il 14 agosto 2017, dopo 15 mesi dall’uccisione di Regeni, l’ambasciatore italiano aveva fatto ritorno nel Paese nordafricano. Investigatori italiani ed egiziani hanno lavorato insieme per recuperare le registrazioni CCTV dalle stazioni metropolitane del Cairo. Nel giugno 2018, avevano affermato di aver trovato delle lacune nel filmato e di essere intenzionati a scoprirne la causa.

L’Italia è un importante partner commerciale per l’Egitto, con 5,5 miliardi di dollari all’anno di scambi, secondo quanto rivelano i dati del Ministero degli esteri egiziano. I due Paesi collaborano anche in merito al tema dell’immigrazione. Benché non siano stati annunciati nuovi accordi, nel corso dell’incontro di domenica 5 agosto con Shoukry, Moavero Milanesi ha parlato dell’importanza della cooperazione sulla gestione del fenomeno migratorio, questione dominante nella politica italiana del nuovo governo. L’Italia ha affermato che ha intenzione di tenere, presumibilmente a novembre 2018, una conferenza internazionale sulla Libia, Paese limitrofo dell’Egitto e uno dei principali punti di partenza dei migranti. Da parte sua, il ministro egiziano ha dichiarato: “Bisogna continuare il dialogo e la cooperazione bilaterale. Il ruolo dell’Egitto in Libia consiste nel sostenere l’accordo politico stabilito nell’ambito delle Nazioni Unite. Il nostro Paese incoraggia inoltre la prosecuzione del dialogo tra tutti i partiti politici in Libia per raggiungere una soluzione alla crisi. L’Egitto aiuterà a unificare l’esercito libico, impegnandosi nella sconfitta del terrorismo e nel progetto di dare unità alla terra libica”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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