Israele: sequestrata nave con bandiera svedese diretta a Gaza

Pubblicato il 4 agosto 2018 alle 16:38 in Israele Svezia

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La Marina israeliana ha sequestrato una barca a vela contrassegnata da bandiera svedese che stava cercando di violare l’embargo imposto sulla Striscia di Gaza, sabato 4 agosto.

I 12 passeggeri a bordo della nave, 2 dei quali sono giornalisti, provenivano principalmente dalla Svezia, ma vi erano altresì persone di nazionalità tedesca, britannica, spagnola, francese e canadese. Al momento si trovano in custodia presso il porto israeliano di Ashdod e verranno rimandati nei loro Paesi, secondo quanto riferito da una portavoce dell’Autorità di Immigrazione Israeliana.

L’imbarcazione, la SY Freedom for Gaza, trasportava per lo più rifornimenti medici a nome del gruppo Ship to Gaza, che aveva organizzato il viaggio. La nave faceva parte della Freedom Flotilla Coalition, composta da 4 imbarcazioni e partita a maggio dalla Danimarca. “La nostra organizzazione richiede che coloro che sono stati fatti prigionieri, la barca a vela e il carico che trasportava vengano riportati dove sono stati fermati e venga permesso loro di continuare tranquillamente il loro viaggio in acque internazionali e palestinesi, secondo quanto stabilito dalla legge internazionale” ha spiegato il gruppo Ship to Gaza nella dichiarazione rilasciata.

Da parte sua, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver monitorato e intercettato l’imbarcazione secondo i dettami della legge internazionale, e che coloro a bordo sono stati trattenuti per ulteriori indagini. “Le Forze di Difesa Israeliane hanno spiegato ai passeggeri della barca che stavano violando il blocco navale legale e che tutto il materiale umanitario poteva essere trasferito a Gaza attraverso il porto israeliano di Ashdod” ha chiarito l’esercito di Israele.

I funzionari di Hamas non hanno rilasciato alcun commento sul sequestro della nave. Non è la prima volta che i tentativi di superare il blocco navale israeliano su Gaza vengono sventati da Israele, che proibisce la navigazione a meno di 6 miglia nautiche dalla costa del territorio. Domenica 29 luglio, le autorità israeliane avevano fermato una nave contrassegnata da bandiera norvegese con a bordo 23 persone. Il capitano dell’imbarcazione aveva accusato le autorità israeliane di violare la legge internazionale e di usare la forza contro l’equipaggio. Nel 2015, una flottiglia composta da 4 imbarcazioni diretta a Gaza era stata intercettata e dirottata verso Ashdod. Nel 2010, alcuni commando israeliani avevano assalito una imbarcazione turca, la Mavi Marmara, che stava guidando una flottiglia verso Gaza. Nell’occasione, furono uccisi 10 attivisti, causando una crisi diplomatica tra Israele e Turchia. L’unica flottiglia che è riuscita ad arrivare più vicino a Gaza aveva a bordo più di 25 persone, tra studenti e attivisti, riuscendo a superare il confine imposto dal governo israeliano per la prima volta in 10 anni, prima di essere intercettata e dirottata.

Più di 2 milioni di palestinesi abitano nella Striscia di Gaza, che si trova in una difficile situazione economica. L’Egitto e le Nazioni Unite stanno mediando fra Hamas e Israele per stabilire un cessate-il-fuoco a lungo termine tra le due parti che, dal 2008, si sono scontrate in 3 guerre. I cittadini di Gaza vivono in mancanza di elettricità, cibo, sanità e altri servizi di base, secondo i dati dell’ONU, che ha altresì comunicato che la situazione nell’enclave diventerà “invivibile” entro il 2020.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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