USA-Turchia: incontro “costruttivo” fra Pompeo e Cavusoglu dopo le sanzioni

Pubblicato il 3 agosto 2018 alle 10:53 in Turchia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, si sono incontrati a Singapore, venerdì 3 agosto, a margine di un incontro fra i ministri degli Esteri dei Paesi del Sud-est asiatico facenti parte dell’ASEAN. In particolare, i due funzionari hanno concordato sulla necessità di lavorare insieme per risolvere i problemi tra i due Paesi. Lo riferisce il Dipartimento di Stato americano, la cui portavoce, Heather Nauert, ha informato che Pompeo e Cavusoglu “hanno parlato di una serie di problemi e hanno avuto una conversazione costruttiva”.

La tensione fra gli Stati Uniti e la Turchia è salita recentemente a causa dell’imposizione, da parte di Washington, di sanzioni ai danni dei ministri turchi della Giustizia e dell’Interno per il caso Brunson, il pastore cristiano evangelico della Carolina del Nord detenuto in Turchia dall’ottobre 2017 con l’accusa di spionaggio e terrorismo. In particolare, Brunson è accusato di legami con il Kurdistan Workers’ Party (PKK) e la Fethullahist Terrorist Organization (FETÖ), la rete del predicatore islamico Fethullah Gulen, che Ankara considera responsabile del fallito tentativo di golpe del 15 luglio 2016. Sebbene Brunson abbia sempre negato tali accuse, il 18 luglio, un tribunale della provincia turca di Smirne ha respinto gli appelli per la sua liberazione, salvo poi decidere, il 25 luglio, di trasferirlo agli arresti domiciliari per problemi di salute. Il 3 luglio, tuttavia, le autorità giudiziarie turche hanno respinto l’appello dell’imputato per essere liberato durante il processo, al termine del quale, se ritenuto colpevole, potrebbe essere condannato fino a 35 anni di reclusione.

Il regime sanzionatorio americano, consistente nel blocco delle proprietà dei due funzionari turchi sotto la giurisdizione statunitense, è stato annunciato dal Dipartimento del Tesoro americano l’1 agosto. Secondo Washington, i due ministri turchi sanzionati hanno svolto un ruolo chiave nell’arresto e nella detenzione del pastore statunitense. In seguito alla mossa americana, la lira turca si è svalutata rispetto al dollaro statunitense e Ankara ha reagito alle sanzioni. Se il ministro delle Finanze, Berat Albayrak, le ha definite “inaccettabili”, Cavusoglu ha prospettato una reazione turca a quella Ankara considera “un’azione ostile da parte di Washington”, alleato della NATO e principale partner commerciale della Turchia.

In seguito all’incontro con Pompeo, tuttavia, Cavusoglu ha confermato che il colloquio è stato costruttivo. “Siamo sempre stati per la diplomazia, il dialogo e la comprensione reciproca. Ma abbiamo anche sottolineato che il linguaggio minatorio e le sanzioni non produrranno alcun risultato”, ha dichiarato il ministro turco, che ha aggiunto che, sebbene “naturalmente questi problemi non possano essere risolti con una riunione”, i due funzionari hanno “accettato di lavorare a stretto contatto per risolverli”. Pompeo, da parte sua, ha spiegato che con le sanzioni gli Stati Uniti hanno voluto dimostrare di essere “molto seri” e avvertire Ankara che “è giunto il momento di restituire il pastore Brunson”. Il pastore evangelico, peraltro, non è l’unico cittadino americano attualmente trattenuto dalle autorità turche. Ankara detiene anche 3 impiegati statunitensi delle ambasciate locali, di cui Washington richiede la liberazione.

Il caso Brunson non è il solo terreno di scontro fra Stati Uniti e Turchia. I due alleati hanno divergenze anche in merito al conflitto siriano, alla questione degli S-400 e all’estradizione di Gulen. In particolare, con riferimento alla guerra in Siria, Ankara non apprezza il sostegno americano alle forze curde, considerate terroristiche. Washington, da parte sua, è contraria all’intenzione della Turchia di acquistare gli S-400, i sistemi di difesa missilistica russi che gli Americani giudicano incompatibili con quelli della NATO. I due Paesi infine hanno una disputa da due anni a causa del rifiuto da parte degli Stati Uniti di estradare Fethullah Gulen, il predicatore islamico che Ankara accusa di aver orchestrato il tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Roberta Costanzo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.