Israele: 7 membri dell’ISIS uccisi nei pressi delle alture del Golan

Pubblicato il 3 agosto 2018 alle 11:47 in Israele Medio Oriente

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Sono almeno 7 i militanti dello Stato Islamico, armati con 5 fucili dassalto AK-47, uccisi in un raid israeliano nei pressi delle alture del Golan, giovedì 2 agosto. Lattacco missilistico dello Stato Ebraico è stato effettuato in risposta allattraversamento della linea del cessate il fuoco da parte dei membri dellISIS, i quali sono arrivati a poche centinaia di metri dalla recinzione delle alture del Golan occupate da Israele.

Loffensiva lanciata dal presidente siriano, Bashar al-Assad, il 19 giugno nel sud del Paese ha altresì causato la dispersione di diversi membri affiliati allo Stato Islamico. Jonathan Conricus, portavoce delle Israel Defense Forces, ha riferito che i membri del gruppo terroristico non sembravano in fuga, ma, al contrario, apparivano muoversi in formazione da combattimento e, a conferma di ciò, erano anche armati. Conricus si è rifiutato di precisare il luogo esatto in cui si trovavano, ma ha rivelato che erano nei pressi del Golan meridionale, vicino al confine giordano. Il portavoce israeliano ha inoltre aggiunto che non cè stato alcun coordinamento con il regime siriano o con lalleato russo prima delloffensiva e che i provvedimenti israeliani devono essere considerati entro i limiti dellaccordo di cessate il fuoco stabilito nel 1974.

Israele, in precedenza, ha dichiarato di non voler essere coinvolto nella guerra civile siriana. Nonostante ciò, lo Stato Ebraico ha condotto dozzine di attacchi aerei al confine con la Siria per fermare presunte consegne di armi al nemico libanese Hezbollah e per contrastare la presenza iraniana nel Paese. Sempre il 2 agosto, le forze di pace delle Nazioni Unite sono tornate a pattugliare la frontiera tra la Siria e le alture del Golan occupate da Israele, secondo quanto riportato dal ministero della Difesa russo. Tale provvedimento rappresenta lultimo risultato di Mosca nella negoziazione di una soluzione alla crisi in corso lungo il confine.

Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha dichiarato che le conquiste del presidente Assad nella guerra civile siriana rappresentano un vantaggio per lo Stato Ebraico, anche se i 2 Paesi rimangono tecnicamente in guerra. In Siria, per quanto ci riguarda, la situzione sta tornando a come prima della guerra civile, il che significa che cè un indirizzo chiaro, cè responsabilità e cè un governo centrale ha dichiarato Lieberman. Prima della guerra civile, scoppiata nel marzo del 2011, la linea del cessate il fuoco tra Siria e Israele è stata tranquilla per anni. Tuttavia, la serie di offensive sostenute da Mosca e Teheran ha costretto i ribelli e i militanti dellISIS ad uscire dalle loro roccaforti, lasciando ad Assad il controllo di quasi 2/3 del Paese.

Ad oggi, il conflitto siriano ha causato circa 465.000 vittime, oltre un milione di feriti e ha costretto circa 12 milioni di persone, corrispondente alla metà della popolazione pre-guerra, ad abbandonare le proprie abitazioni. Il Ghouta orientale, l’area ad est della capitale, Damasco, è stata al centro dell’offensiva delle forze del presidente Bashar al-Assad, ad aprile 2018, in seguito alla quale ci sono stati circa 1.000 morti tra cui 215 bambini e 145 donne. Le forze fedeli al presidente, il 19 giugno, hanno lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di riconquistare le province meridionali di Daraa, Quneitra e Sweida. L’assalto in questione, ad oggi, è finalizzato ad ottenere il controllo dell’area strategica, conosciuta come il “triangolo della morte”, la quale collega la campagna meridionale di Damasco con le provincie di Daraa e Quneitra. La zona è un baluardo delle milizie ribelli sostenute dall’Iran, compreso il gruppo Hezbollah, ragion per cui lo Stato Ebraico è tanto interessato a mantenere le alture del Golan demilitarizzate e sotto il proprio controllo.

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Alice Bellante

di Redazione

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