Identificato un mercenario moldavo dai servizi segreti ucraini

Pubblicato il 2 agosto 2018 alle 17:05 in Europa Ucraina

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I servizi segreti ucraini (SBU) hanno identificato almeno un cittadino moldavo che ha combattuto come mercenario al fianco dei separatisti filo-russi in Ucraina Occidentale e in Siria. Un nome che per ora è stato reso noto è quello di Radu Donciu, detto “Rodion”, moldavo, di 43 anni che, secondo quanto riportato da Balkan Insight, ha combattuto all’interno del Gruppo Wagner. Il sito web ucraino Myrotvorets, che raccoglie informazioni circa i combattenti del Dobnass, ha riportato che l’uomo vive in Russia. Tuttavia, i mercenari sembrano provenire anche da altri Paesi post sovietici, come l’armeno Gevorg Hrachyan ed il kazako Maxim Klimov. Inoltre, i Gruppo Wagner ha anche un’unità serba.

“L’intelligence continua a informare il pubblico del fatto che i servizi segreti russi usano cittadini stranieri all’interno della compagnia di sicurezza privata Wagner per condurre la guerra ibrida in Ucraina e nel mondo”, ha dichiarato l’SBU. Inoltre, il 26 luglio, il capo dell’intelligence Ucraina, Igor Guskov, ha affermato che “i vertici politici e militari russi nascondono deliberatamente le enormi perdite di mercenari nella guerra ibrida in Ucraina e in Siria”.

Funzionari russi hanno da tempo ammesso la presenza di combattenti volontari in Ucraina Occidentale e in Siria, ma negano qualsiasi legame con la compagnia privata Wagner, che è registrata in Argentina. La scorsa settimana, i servizi segreti di Kiev hanno rilasciato i nomi di 70 mercenari che sono morti o sono stati gravemente feriti durante i combattimenti del 2 luglio in Siria.

Il 24 aprile 2018, inoltre, il quotidiano Balkan Insight aveva riportato che i servizi segreti moldavi avevano identificato almeno 62 persone, per la maggior parte provenienti dalla Transnistria, che combattevano in Ucraina al fianco dei separatisti filo-russi fin dall’annessione della Crimea avvenuta nel marzo 2014. Un’indagine giornalistica portata avanti da RISE Moldova, un’organizzazione indipendente e non governativa, che è stata riportata dal quotidiano balcanico, ha rilevato che i alcuni tra i cittadini moldavi che sceglievano di combattere nel Donbass o per le forze separatiste o al fianco dei battaglioni ucraini, hanno preso questa decisione per non denaro ma anche per ragioni ideologiche.

Per alcuni anni, i servizi segreti di Ucraina e Moldavia hanno lavorato congiuntamente al fine di cercare di arrestare questo fenomeno.

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Cristina Lipari

di Redazione

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