Guyana: piano di accoglienza per rifugiati venezuelani

Pubblicato il 1 agosto 2018 alle 21:00 in America Latina Venezuela

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Il governo della Guyana ha stabilito un piano di accoglienza per i rifugiati venezuelani, giunti nel paese in conseguenza della crisi economica che sta duramente colpendo Caracas. Georgetown ha deciso di individuare un’area nella regione 1, Barima-Waini, nel nord-ovest del paese al confine con il Venezuela, per accogliere almeno 260 persone per un periodo di tempo “ragionevolmente lungo”.

Ad annunciare la decisione dell’esecutivo di Georgetown il ministro per la cittadinanza Winston Felix, in occasione di un’incontro con la stampa al termine di una riunione con i vertici delle forze di sicurezza, in ha specificato che la comunità di accoglienza si troverà nella regione di Barima-Waini, ma che sono allo studio comunità simili nella regione 7, Cuyuni-Mazaruni, sempre al confine con il Venezuela, poiché si prevede che i flussi migratori non cesseranno nel breve periodo. Entrambe le regioni sono rivendicate da Caracas.

Obiettivo del governo è quello di rendere i venezuelani “autosufficienti”, affidando loro la gestione di fattorie e terreni agricoli inutilizzati. “L’intenzione è quella di creare una comunità rurale in cui insediare le famiglie, stiamo studiando le colture da fornire loro per garantire immediata sussistenza. L’obiettivo è quello di metterli in condizione di produrre quanto loro necessario e poter anche vendere le eccedenze” – ha affermato il ministro guianese.

 La creazione della comunità agricola è la seconda misura annunciata in poche settimane da Georgetown, che il 17 luglio aveva stabilito un programma di prima assistenza ai migranti che arrivano dal Venezuela, inviando alla frontiera alimenti, medicine e installazioni da campo per evitare che i migranti rimangano all’addiaccio. 

Il 22 gennaio scorso la Guyana aveva inviato rinforzi alle frontiere per evitare sconfinamenti di soldati venezuelani e contrabbando di armi e droga in cambio di cibo e beni di prima necessità. 

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Traduzione dall’inglese e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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