Venezuela: il FMI prevede inflazione a 1.000.000%

Pubblicato il 31 luglio 2018 alle 6:08 in Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’inflazione in Venezuela supererà il milione percento entro la fine del 2018. Questa la previsione del Fondo Monetario Internazionale che ha rivisto le previsioni su Caracas in funzione degli ultimi indicatori economici, nonostante il governo di Nicolás Maduro, che ha approvato il terzo adeguamento di stipendi e pensioni in 6 mesi e avviato la seconda riforma monetaria in un anno e mezzo, neghi la spirale inflazionistica in cui è sprofondato il paese.

Il collasso economico del paese latinoamericano non si ferma alla stratosferica inflazione. Il PIL si ridurrà del 18% a causa della riduzione dei proventi del petrolio e delle “distorsioni generalizzate a livello microeconomico che si aggiungono ai gravi problemi macroeconomici”.

“Noi prevediamo che l’inflazione continuerà ad aumentare vertiginosamente fino a 1.000.000% alla fine del 2018, il che indica che la situazione in Venezuela è simile a quella della Germania nel 1923 o dello Zimbabwe verso la fine degli anni 2000” – ha dichiarato messicano Alejandro Werner, direttore del Dipartimento dell’emisfero occidentale del FMI, nell’aggiornamento delle prospettive dell’istituzione per l’America Latina.

L’economia venezuelana rimane in recessione dal 2013 e, secondo le aspettative a lungo termine del FMI, il PIL del paese latinoamericano continuerà a contrarsi almeno fino al 2023.

In questo senso, Werner ha avvertito che il governo del Venezuela continuerà a registrare ampi deficit fiscali, finanziati esclusivamente con l’espansione della base monetaria, che continuerà a alimentare l’accelerazione dell’inflazione man mano che la domanda di moneta continua a precipitare. L’ancoraggio della moneta nazionale, il Bolívar, al Petro, la criptovaluta finanziata con le materie prime del paese, non avrebbe alcun effetto pratico secondo il Fondo Monetario.

In questo modo, il FMI ha sottolineato che “il collasso dell’attività economica”, l’iperinflazione e il crescente deterioramento dell’offerta di beni pubblici (salute, elettricità, acqua, trasporti e sicurezza), aggiunti alla carenza di cibo a prezzi agevolati, hanno generato grandi flussi migratori, che intensificheranno gli effetti del contagio ai paesi limitrofi”. Negli ultimi due anno oltre 1,6 milioni di venezuelani hanno abbandonato il paese, oltre metà sono emigrati nella vicina Colombia.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.