Siria: 36 donne e bambini drusi rapiti dall’ISIS

Pubblicato il 31 luglio 2018 alle 10:38 in Medio Oriente Siria

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Lo Stato Islamico ha rapito 20 donne e 16 bambini drusi il 25 luglio nella provincia di Sweida, secondo lOsservatorio siriano per i diritti umani. Durante la serie di attacchi coordinati a nord e ad est della provincia, sono anche state uccise più di 250 persone in una delle offensive più letali dello Stato Islamico in Siria. LISIS non ha rivendicato i rapimenti in questione e non è stato trovato alcun dettaglio su di essi sui canali di propagande del gruppo. Secondo Rami Abdel Rahman, il capo dellOsservatorio, 4 delle donne rapite sono riuscite a fuggire, mentre 2 sono morte. Altri 17 uomini sono ancora dispersi ma non è chiaro se siano stati rapiti anche loro.

L’ISIS è apparso nel nord e nell’est della Siria nel 2013, dopo la conquista di vaste porzioni del territorio iracheno. Il gruppo aveva dichiarato un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Tuttavia, in seguito alla battaglia di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, ha perso terra, mantenendo solamente il controllo di piccole aree isolate e desertiche, tra cui alcune parti nord-orientali di Sweida, diverse zone nella provincia di Daraa, e aree vicine ad Abu Kamal, attualmente circondata ad ovest da forze governative e ad est da forze curde.

Con il sostegno della Russia, il regime siriano ha lanciato un’offensiva militare il 19 giugno nella Siria sudoccidentale. Tale serie di attacchi ha colpito le provincie di Daraa e Quneitra, rispettivamente vicine al confine con la Giordania e alla frontiera con le alture del Golan occupate da Israele, oltre a quella di Sweida. L’assalto in questione, ad oggi, è finalizzato ad ottenere il controllo dell’area strategica, conosciuta come il “triangolo della morte”, la quale collega la campagna meridionale di Damasco con le provincie di Daraa e Quneitra. La zona in questione è un baluardo delle milizie ribelli sostenute dall’Iran, compreso il gruppo Hezbollah, ragion per cui lo Stato Ebraico è tanto interessato a mantenere le alture del Golan demilitarizzate e sotto il proprio controllo. Sweida è per lo più controllata dal regime di Bashar al-Assad ed è popolata dalla minoranza drusa. La zona, prima della recente offensiva, era rimasta relativamente isolata dalla violenza della guerra civile.

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Alice Bellante

di Redazione

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