Macedonia: referendum sul nome fissato per il 30 settembre

Pubblicato il 31 luglio 2018 alle 7:20 in Balcani Macedonia

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Lunedì 30 luglio, il Parlamento macedone ha fissato la data del il referendum necessario per la ratifica del trattato firmato con la Grecia, che si terrà il 30 settembre. La decisione ha confermato le intenzioni del Governo, che in passato aveva dichiarato di voler organizzare il referendum in autunno, per riuscire ad adottare, entro fine anno, i relativi cambiamenti costituzionali. Sono stati 67 su 120 i parlamentari che hanno votato a favore di questa decisione, durante una sessione che ha visto l’assenza dei rappresentanti del principale partito di opposizione VMRO-DPMNE.

Questi ultimi hanno contestato la formulazione del quesito referendario. La domanda a cui gli elettori macedoni saranno chiamati a rispondere il 30 settembre è: “Sostieni l’adesione all’Unione Europea e alla NATO accettando l’accordo tra Macedonia e Grecia?”. Il modo in cui la domanda verrà posta è stato giudicato manipolativo dal partito VMRO-DPMNE, che si è dichiarato disponibile a sostenere il referendum solo nel caso in cui, nel quesito, il trattato con la Grecia non venisse collegato all’adesione alla NATO o all’Unione Europea.

Il sostegno da parte del partito VMRO-DPMNE non è da sottovalutare, perché la partecipazione degli elettori dell’opposizione sarà cruciale per il successo della consultazione.  Molti osservatori sostengono che senza la loro partecipazione sarebbe complicato raggiungere la soglia di partecipazione del 50% degli elettori. Il partito fin dall’inizio ha definito il patto con Atene una “capitolazione nazionale” e per lungo tempo si è opposto alla nomina, in Parlamento, della commissione elettorale che sarebbe stata incaricata di organizzare il referendum. Dopo alcune settimane, l’opposizione ha sollevato il blocco delle nomine in cambio della disponibilità dell’esecutivo ad approvare un progetto di legge che garantisca la formazione di un governo tecnico 100 giorni prima della consultazione, per assicurarne l’equità e la regolarità.

Secondo quanto disposto dal trattato che è stato firmato da Zoran Zaev e Alexis Tsipras il 17 giugno, in cambio della decisione della Macedonia di cambiare il suo nome in “Repubblica della Macedonia del Nord”, la Grecia ha acconsentito di sollevare il veto sul suo ingresso nella NATO e nell’Unione Europea. I risultati dell’accordo non hanno tardato ad arrivare, dal momento che già il 12 luglio la NATO ha invitato Skopje ad avviare i colloqui di adesione. Il 25 luglio questi sono iniziati ufficialmente, con l’arrivo nella capitale macedone di una una delegazione della NATO, guidata da James McKee, il direttore per gli Affari europei e globali, allo scopo di dare l’avvio formale alle negoziazioni per l’ingresso del Paese nell’Alleanza Atlantica. In quell’occasione, McKee ha dichiarato che la Macedonia potrebbe diventare il trentesimo membro della NATO entro i prossimi 18 mesi.

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Cristina Lipari

di Redazione

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