Italia: ferita atleta della nazionale di origini nigeriane

Pubblicato il 31 luglio 2018 alle 9:43 in Europa Italia

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L’atleta di lancio del disco della Nazionale italiana, Daisy Osakue, nata a Tornino da genitori nigeriani, è stata colpita al volto da un uovo lanciato da una macchina in corsa, nella notte di lunedì 30 luglio.

“L’hanno fatto apposta, non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire una ragazza di colore”, ha spiegato l’atleta, che ha rischiato di non poter partecipare agli europei di atletica a Berlino per l’abrasione riportata all’occhio sinistro. Tuttavia, la ragazza ha assicurato che con “qualche giorno di riposo, qualche goccia” e dovrebbe stare di nuovo bene. In relazione all’incidente, avvenuto a Moncalieri, nei pressi di Torino, Daisy ha spiegato che nella zona in cui è stata aggredita ci sono diverse prostitute, motivo per cui pensa di essere stata scambiata per una di loro. “Mi era già capitato altre volte di essere vittima di episodi di razzismo, ma solo verbali. Quando però si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro”, ha dichiarato la ragazza, la quale non esclude motivazioni raziali dietro al gesto.

Ad avviso dei carabinieri, invece, sarebbero esclusi i motivi raziali, poiché nei giorni precedenti all’aggressione, era stata già segnalata un’auto da cui era partito il lancio delle uova contro passanti, anche non di colore. Il premier Giuseppe Conte, che ha avuto un colloquio telefonico con Daisy, ha condannato il gesto e le ha augurato di poter riprendere subito la sua disciplina, esprimendo la sua solidarietà. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, invece, vorrebbe incontrare la ragazza al più presto e ha affermato che “ogni aggressione va punita e condannata”. “Sono e sarò sempre al fianco di chi subisce violenza”, ha dichiarato il capo del Viminale. A suo avviso, è una sciocchezza parlare di “emergenza razzismo in Italia”, riferendo che negli ultimi tre giorni, in un silenzio generale, sono stati arrestati 95 immigrati, mentre altri 414 sono stati denunciati.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ritiene che il razzismo deva essere combattuto sempre, senza esitare. “Al di là del fatto se ci sono in questo momento episodi di razzismo, il razzismo va sempre combattuto, in ogni caso, senza esitare mai un secondo”, ha affermato. Da parte sua, il sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna, ha dichiarato che non c’è spazio per comportamenti simili, che ha definito “violenze inqualificabili”.

Nel frattempo, la notte di sabato 28 luglio, un marocchino è morto ad Aprilia, nel Lazio, in circostanze non ancora chiare. Un video ripreso dalle telecamere di sorveglianza di un bar mostra un’automobile sulla quale viaggiava la vittima sbandare e finire contro un muretto prendendo fuoco, dopo aver sbattuto sul marciapiede. Subito dopo, un’altra autovettura sopraggiunge da dietro, dalla quale scendono 3 persone, i presumibili denunciati. Il video mostra anche immagini di momenti di tensione che, è possibile, siano il momento dell’aggressione. Uno dei tre uomini scesi dalla seconda auto ha un oggetto scuro all’altezza della cintura, probabilmente una pistola. Tuttavia, tali dettagli devono ancora essere confermati dagli investigatori. “Non abbiamo picchiato nessuno, non c’è stato alcun pestaggio, tantomeno a sfondo razziale”, hanno dichiarato i tre, cittadini di Aprilia, i quali sostegno che sulla scena dell’incidente fossero presenti anche altri residente, tra cui diversi bambini. “Abbiamo visto una macchina appostata al buio e qualcuno di noi si è avvicinato per capire chi ci fosse all’interno. Come ci siamo mossi l’auto è partita a razzo e ha cercato di investirci. A quel punto abbiamo deciso di seguire l’auto, ma stando sempre in contatto con le forze di polizia”, ha chiarito uno die tre uomini denunciati. Il sindaco di Aprilia, Antonio Terra, ha dichiarato che non ci sono ronde nel territorio, che “non è il Far West”.

Secondo i dati dell’OSCAD, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, nel 2017 sono stati 557 gli atti razzisti e discriminatori in Italia, mentre tra gennaio e marzo 2018 sono stati 169. Secondo il giornalista Luigi Matsronardo, dal primo giugno 2018, giorno di insediamento del nuovo governo Lega-M5S, ci sono state 33 aggressioni fisiche razziste, una media di una ogni due giorni. Lo ha scritto su Twitter, fornendo una mappatura degli incidenti.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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