Turchia: gommone di migranti si rovescia a largo della costa, 6 morti

Pubblicato il 29 luglio 2018 alle 11:14 in Immigrazione Turchia

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6 persone, di cui 3 neonati, sono morte, domenica 29 luglio, in seguito al rovesciamento in mare, a largo delle coste occidentali turche, di un’imbarcazione che trasportava 16 migranti.

A riferire la notizia è stata l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, nella mattinata di domenica 29 luglio. In base a quanto è stato reso noto, delle 16 persone che si trovavano a bordo del gommone, 9 sarebbero state salvate dalla Guardia costiera nella notte tra sabato e domenica. La notizia è stata confermata dal corpo della Marina militare turca, la quale ha aggiunto che sono ancora in corso le operazioni SAR di ricerca e salvataggio (Search And Rescue) per ritrovare una persona ancora mancante all’appello in seguito all’incidente, avvenuto a largo delle coste della provincia turca di Ayvalik. L’imbarcazione, in base alle ricostruzioni della Guardia costiera, prima di capovolgersi stava facendo rotta verso l’isola greca Lesbo, la quale si trova a circa 20 chilometri di distanza dalla costa della Turchia.

Secondo quanto riferito da un ufficiale locale, citato da Anadolu, i migranti che stavano tentando di attraversare il mare in direzione di Lesbo sarebbero tutti cittadini turchi, e si sospetta che due di loro siano i trafficanti di esseri umani (scafisti) colpevoli di aver organizzato il viaggio clandestino.

Il 3 giugno 2018 si era verificato un altro naufragio nel Mediterraneo, al largo della Turchia, in cui erano morti 9 migranti, tra cui 6 bambini e una donna.

Dal mese di gennaio 2018 a giugno, secondo le statistiche rilasciate dal Guardacoste della Turchia, sono almeno 54 i migranti irregolari morti in mare mentre cercavano di raggiungere l’Europa partendo dal suolo turco.

Inoltre, secondo i dati pubblicati da Frontex, sono circa 2.100 i migranti che nel 2018 hanno tentato di raggiungere l’Europa passando per i Balcani, con una diminuzione del 60% rispetto al dato dello scorso anno, quando gli attraversamenti irregolari sono stati 5.728. La Croazia, in quanto membro dell’Unione Europea, è uno dei Paesi di approdo di tale tragitto. La rotta balcanica è stata chiusa come conseguenza del trattato firmato dall’Unione Europea e dalla Turchia il 18 marzo 2016.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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